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Regione, società miste, Arpac e dossier: le riflessioni di Sena

Stop al diluvio che rischia di “travolgerci”. Stop agli sprechi che limitano di fatto la efficienza della macchina regionale. Avanti tutta nella battaglia anticarrozzone apripista della riorganizzazione del futuro. Con l’on. Mario Sena, capogruppo della Margherita, un colloquio informale per ulteriori “dettagli” sulla bufera che ha investito in pieno Palazzo Santa Lucia.
Società miste, commissioni speciali, consulenze Arpac. Regione nel polverone, tensione nei partiti, lei ha già espresso la sua posizione ‘antispreco’. La può ribadire chiarendoci il percorso?
“Non è un polverone. Sono questioni serie rispetto alle quali già da tempo mi ero posto il problema della gestione regionale sia per quanto riguarda quella propria e diretta che deve essere trasferita agli enti locali sia quella degli sprechi relativi alla gestione parallela (agenzie ed enti strumentali). Dopo aver sviluppato diversi interventi in Consiglio regionale mi decisi a proporre leggi che prevedevano minori compensi per i consigli di amministrazione, la revisione e la chiusura dei cosiddetti carrozzoni (le società passive) e la ristrutturazione degli enti strumentali in particolare l’Arpac… Da qui si è avviato un processo teso a diminuire queste attività”.
Fu un primo passo. “Ora bisogna mettere mano agli enti strumentali soprattutto pletorici e passivi. C’è bisogno di un riordino generale e di contenimento della spesa concentrandola negli investimenti altrimenti avremo altre cocenti delusioni. Siamo nella fase acuta dell’emergenza rifiuti, della delinquenza, dell’empasse targato Por… Se non riordiniamo il tutto, difficilmente riusciremo a centrare i nostri obiettivi”. Rispetto alla riduzione dei costi della politica, la sua proposta ‘antispreco’ è venuta fuori da un’esigenza di cassa oppure no?
“Non è un problema di buco perché si chiude in parità tenendo però sempre alta la spesa corrente e bassi gli investimenti. Invece dobbiamo invertire la rotta destinando più risorse”.
Continua il botta e risposta tra Margherita e Ds, nello specifico la questione tensione qual è? Due posizioni contrastanti?
“Credo che nei Ds si sia attraversata una fase di tensione perché quando proposi le leggi, furono approvate da tutti i componenti. Se le abbiamo approvate ora non si può rimandare. Bisogna andare avanti. Il processo si è avviato. Ora è necessario allargarlo a tutti gli enti e alle autonomie locali. Credo che già a partire dal prossimo bilancio potremo ridare prestigio e dignità alla Regione che vive un’emergenza straordinaria: Napoli e non solo”.
Si è fatto anche un gran parlare rispetto alla riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali. Ritiene che possa essere un altro modo per contenere la spesa?
“Noi abbiamo già ridotto lo scorso anno lo stipendio del 10 per cento. Che si proceda ulteriormente a ridurre i costi della politica, lo riteniamo utile. Abbiamo cercato di diminuire anche le consulenze”.
Restando in tema, crede che nella battaglia antispreco si possano adottare altre misure, al di là dei tagli?
“Si devono adottare altre misure. Bisogna mettere mano alle società derivate, riorganizzare il tutto trasferendo funzioni agli enti locali. Dobbiamo andare ad una Regione snella che si occupi di legislazioni, di indirizzo e che sia in grado di utilizzare risorse proprie con criteri di qualità. Perché o siamo in grado di offrire un’amministrazione trasparente, impermeabile a tutte le pressioni esterne imboccando così la strada vincente, oppure questo diluvio di delinquenza e non solo rischia di travolgerci in pieno”.
Insomma azioni e considerazioni per un ente che sia efficiente, trasparente, decentrato e che guardi ad un futuro di qualità. (di Teresa Lombardo)

Società miste: stralci del dossier di An

Un dossier di 557 pagine targato Alleanza Nazionale rispetto al quale proponiamo qualche stralcio.
(…) La Commissione ha chiesto di conoscere “lo scopo, l’indirizzo e ogni altra informazione che possa garantire una compiuta cognizione del panorama complessivo delle società partecipate dalla Regione”.
– (…) pag. 30 – “Dagli approfondimenti effettuati è emersa l’esistenza di organismi societari – il cui numero esatto, in ogni caso sicuramente superiore a cinquanta, non è allo stato possibile determinare partecipati non dalla Regione direttamente, ma da suoi Enti strumentali ovvero da altre Società partecipate dalla Regione medesima. Al contrario, in una risposta scritta diretta al Consiglio Regionale dall’Assessore al bilancio e Vicepresidente della Giunta Regionale Antonio Valiante, a seguito di un question time presentato in data 23 settembre 2006, si legge: “Alla data odierna risultano censite 31 società partecipate”.
– (…) pag. 32 – “Delle 37 società esaminate dalla Commissione, infatti, ben 33 risultano costituite – o partecipate dalla Regione – nel periodo 2001-2006, con una media, dunque, di circa 6 partecipazioni all’anno negli ultimi cinque anni. In 10 delle società esaminate, la Regione detiene il 100% del capitale sociale, in 7 meno del 10%. Delle rimanenti, in 9 la Regione detiene oltre il 50% del capitale sociale, in 11 meno del 49 %. Il dato patologico in riferimento ai principi giurisprudenziali e dottrinari richiamati in premessa risiede nella omessa esplicitazione delle ragioni della scelta della quota di capitale sociale riservato alla Regione”.
(…) – pag. 37 – “(…) la cifra spesa dalla Regione per acquisizioni di partecipazioni societarie ammonta a oltre 100 milioni di euro (…). Anche i dati occupazionali sono di prima grandezza, considerato che sono oltre cinquemila i dipendenti complessivi delle 37 Società esaminate. Alla rilevanza economica e occupazionale del fenomeno non ha però fatto riscontro un’adeguata attenzione – rectius oculatezza – nella gestione dello stesso”.

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