Il coordinatore dell’Udc dell’Alta Irpinia, Pasqualino Frascione, interviene in materia di sanità rilasciando la seguente dichiarazione: “Ora tocca al Comitato dei sindaci non deludere le aspettative dei cittadini dell’Alta Irpinia, in particolare di quelli che abitano le comunità afferenti il P.O. di Bisaccia. Al tavolo del CTP, alle determinazioni della direzione sanitaria dell’Asl Av2 assunte alcune settimane fa rispetto alla riorganizzazione della sanità sul nostro territorio e al ruolo dei tre ospedali di Ariano – Sant’Angelo e Bisaccia, dovranno rispondere i primi cittadini, con le loro proposte, perché è fuori di dubbio che le comunità che afferiscono al Di Guglielmo, così come prospettato dal direttore generale Giordano, sono le più penalizzate. Dieci anni fa, l’ospedale era sede di PSA, oggi c’è una lungodegenza geriatrica. E’ stata prevista la chirurgia vascolare, una specialità che, però, in altri ospedali è affiancata dalla rianimazione, ma a Bisaccia evidentemente sarà limitata alle vene varicose! Non se ne comprende il motivo, ma probabilmente sarà perché il servizio sanitario da queste parti non si organizza per rispondere soprattutto alle esigenze dei cittadini utenti…”. Nel mirino le risorse destinate al territorio dalla Regione Campania, per le quali Frascione sottolinea come: “l’Alta Irpinia si trovi a dover fare i conti con tagli ‘discriminatori’ verso l’Alta Irpinia. Non sono certamente i cittadini di questa terra – continua – i responsabili degli sprechi di Palazzo Santa Lucia. Prima che le decisioni arrivino nelle mani dell’assessore alla sanità Montemarano, il comitato dei sindaci dovrà battersi affinchè la politica sposti le risorse verso le zone più disagiate, come giusto che sia, se i suoi componenti si sentono rappresentanti delle comunità, altrimenti, al contrario, convinti di rappresentare sè stessi e condannando alla disperazione i propri concittadini, finiranno inevitabilmente per essere contigui ad un sistema di potere senza scrupoli, complici di attendere ad una politica che decide persino di negare i servizi essenziali a tanti cittadini – conclude – già costretti a vivere in un territorio penalizzato per la scarsità di opportunità di sviluppo”. (di Nicola Manzione)
Redazione Irpinia
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