“L’assessore Antonio Valiante si è avventurato su una strada molto tortuosa. Sono allibito perché nella sua qualità di vice presidente della Giunta regionale aveva approvato una prima ipotesi di riordino delle Comunità Montane presentata dall’assessore Andrea Abbamonte, che andava in altra direzione”. Giuseppe Solimine, presidente della Comunità Montana dell’Ufita e sindaco di Trevico ieri pomeriggio è intervenuto all’assemblea dell’Uncem regionale, convocata in seduta straordinaria presso la sala consiliare di Baronissi, in provincia di Salerno. All’ordine del giorno la valutazione del testo del disegno di legge redatto da Valiante in fatto di riordino delle Comunità Montane. “Forse si vogliono cancellare le Comunità Montane per evitare che l’attenzione, in termini di spesa pubblica, possa ricadere su questioni molto più delicate, ma noi ci opporremo a quel disegno – ha affermato Solimine – non credo sia opportuno alimentare ulteriori scontri istituzionali, ma se l’Anci, invece di essere dalla nostra parte, diventa la nostra controparte è evidente che assumeremo le opportune iniziative a livello locale atteso che la scelta non ha nulla a che vedere con la funzionalità degli enti, ma rappresenta solo il tentativo di portarci fuori strada. Valiante è consapevole di quello che potrebbe causare la cancellazione delle Comunità Montane? – si chiede Solimine – Sono convinto che dovrà rivedere questa posizione”. Il dibattito è stato ampio ed alla fine è stato deciso di inviare un documento al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, per esprimere il totale dissenso dell’Uncem verso il disegno di legge presentato dall’assessore Antonio Valiante in fatto di riordino delle Comunità Montane. “Nel testo – spiega il sindaco di Trevico – si evidenzia che Valiante ha redatto lo strumento legislativo regionale senza consultare nessuno e negando alle parti interessate la partecipazione ai lavori. L’Uncem accusa Valiante nel merito, perché ritiene che il decreto legge non tiene assolutamente conto della realtà territoriale e stravolge l’assetto degli enti montani; nel metodo in quanto il testo del decreto legge è stato sottoposto all’attenzione degli enti interessati una settimana prima della data fissata per la presentazione dell’atto all’approvazione della Giunta esecutiva e senza dare l’opportunità per discuterne le eventuali modificazioni”. Il vice presidente della Regione Campania è stato contestato anche in ordine alla sua affermazione secondo la quale l’atto legislativo redatto rispecchierebbe l’orientamento nazionale. Dovrebbe essere rinviato l’incontro previsto per lunedì prossimo tra l’Uncem e l’assessore. E Andrea Cillo, vice presidente nazionale dell’Uncem, ha portato l’esempio della Regione Toscana per dimostrare che quella affermazione non corrisponde al vero. Donato Cufari, presidente regionale dell’Uncem, ha ribadito il senso di collaborazione manifestato dall’assessore Andrea Abbamonte che: “aveva avviato una discussione molto attenta ed assolutamente sinergica con gli amministratori locali”. E aggiungendo che: “Antonio Valiante ha mostrato un atteggiamento di totale chiusura al dialogo con gli amministratori locali – Il testo è quello e non potrà essere modificato”. Un atteggiamento molto duro, rispetto al quale Cufari ha chiesto a tutti i presidenti degli enti montani di. “attivarsi per tentare di restituire dignità e funzionalità agli enti ed al territorio”. Andrea Cillo, vice presidente nazionale dell’Uncem, ha bocciato il decreto legge targato Valiante: “un atto di schizofrenia politica – ha detto – perché non tiene conto del territorio e non rispetta assolutamente, contrariamente a quanto l’assessore regionale afferma, l’orientamento nazionale, che era stato ben recepito dall’assessore Abbamonte”. Ha concluso Angelo Villani, presidente della Provincia di Salerno e vice presidente nazionale dell’Unpli. Villani ha assicurato il proprio impegno per affrontare il tema nel modo più equilibrato e produttivo possibile. Ed ha chiesto il coinvolgimento dell’Anci per procedere alla sintesi di tutte le posizioni, facendole rientrare in una soluzione condivisa.
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