
Il Consiglio Regionale della Campania, presieduto da Sandra Lonardo, ha proseguito l’esame dell’art. 9 del nuovo Statuto regionale. In particolare, il Consiglio è tornato sul tema del riconoscimento delle unioni familiari, contenuto negli obiettivi del nuovo testo statutario. Su questo tema, il Consiglio ha approvato, con voto favorevole della maggioranza, del centrodestra e l’astensione dei Gruppi dei Popolari Udeur e Italia dei Valori, due emendamenti coincidenti dei Gruppi di Alleanza Nazionale e della Margherita, subemendamenti con una proposta firmata da alcuni Gruppi della maggioranza, che stabiliscono il riconoscimento e il sostegno ala famiglia fondata sul matrimonio e alle unioni familiari, nel rispetto dei principi di cui agli artt. 3,29 e 30 della Costituzione e, dunque, della pari dignità e uguaglianza di tutti i cittadini, senza discriminazione alcuna, del riconoscimento della famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio e della tutela giuridica e sociale dei figli nati fuori dal matrimonio. Il consigliere di Prc Gerardo Rosania, nell’annunciare il ritiro di alcuni emendamenti, ha spiegato che “la tutela delle unioni familiari e delle coppie non eterosessuali è un problema importante che la politica e le Istituzioni devono porsi, ma non intendiamo creare altri elementi di conflitto ideologico nella maggioranza, per questo optiamo per il ritiro”. Non è stato ammesso al voto dell’Aula, perché non ha ottenuto le firme necessarie, un subemendamento del gruppo regionale dell’Udeur e del Gruppo regionale dell’Italia dei Valori, “tendente a confermare il riconoscimento della famiglia fondata sul matrimonio (così come sancisce la Costituzione) e, contemporaneamente, a riconoscere i diritti individuali delle persone, senza distinzione di genere e di orientamento sessuale” – ha spiegato il capogruppo dell’Udeur Ferando Errico. “Il nostro subemendamento tendeva ad affermare una posizione netta e chiara a sostegno della famiglia e della tutela dei diritti individuali – ha spiegato il capogruppo di Italia dei Valori Cosimo Silvestro – ma, nonostante gli impegni presi nella maggioranza, sono mancate due firme alla nostra proposta. E’ evidente – ha denunciato Silvestro – che la maggioranza non esiste più e che ciascun partito resta arroccato sulle sue posizioni”. Il consigliere di An Pietro Diodato, nell’illustrare un proprio emendamento tendente a introdurre tra gli obiettivi del nuovo Statuto la valorizzazione del patrimonio culturale e religioso, poi respinto a maggioranza, ha evidenziato che “il centro politico di questa Assemblea ha abdicato ai propri valori di difesa della vita, della famiglia e dei valori cattolici, in genere”. A questo proposito, il consigliere Enzo Rivellini (An) ha fatto notare che “il gruppo dei Popolari Udeur ha lasciato l’Aula per evidenziare il proprio dissenso contro emendamenti tendenti ad andare contro il mondo cattolico” e ha sottolineato che “in questa Aula i centristi della maggioranza, che dicono di essere legati al mondo cattolico, assumono posizioni del tutto contrarie”. Il consigliere dei Ds, Pietro Ciarlo, ha replicato che “il riferimento nello Statuto alle radici cristiane contiene anche il sentimento religioso, che è un principio talmente serio che non può essere strumentalizzato a fini politici”. In riferimento al riconoscimento delle prestazioni sociali e dei diritti politici e sociali agli immigrati, anch’esso previsto dalla bozza statutaria, il capogruppo di An Francesco D’Ercole ha illustrato un emendamento proposto dal proprio Gruppo tendente ad escludere dal godimento di tali diritti gli immigrati che si siano resi responsabili di violazioni della normativa in materia di immigrazione nonché della commissione di reati”. Contrario all’emendamento si è detto il capogruppo di Sinistra democratica Antonio Scala, secondo il quale “la proposta emendativi è errata sul piano giuridico ma anche su quello politico, perchè i valori cristiani perché l’erogazione dei servizi assistenziali non può essere negata ad alcuno, immigrato o campano che sia”. L’emendamento è stato respinto a maggioranza, con il voto contrario del centrodestra, dall’Assemblea. Anche il tema della sanità è stato oggetto di un confronto nell’ambito dei lavori consiliari: in riferimento a un emendamento, poi accolto a maggioranza, proposto dal capogruppo di SD Antonio Scala, tendente a specificare che il sistema sanitario regionale deve essere incentrato soprattutto su una qualificata ed efficiente sanità pubblica, il consigliere Enzo Rivellini ha evidenziato che “è un emendamento basato su una visione statalista della sanità campana, una sanità peraltro fortemente basata sulle prestazioni sanitarie del privato”. Per questo l’esponente di An ha chiesto il ritiro dell’ emendamento, ma il capogruppo di Prc Vito Nocera ha sottolineato che “qui non è discussione il sistema sanitario pubblico-privato ma si vuole dare un incoraggiamento e uno stimolo alla qualità delle prestazioni sanitarie”. Ha trovato approvazione anche un altro emendamento del capogruppo della Margherita Mario Sena tendente a precisare che la valorizzazione delle risorse economiche della Regione deve garantire la piena occupazione. Anche sul tema della difesa dell’ambiente si è sviluppato un intenso dibattito: il consigliere Fausto Corace è, poi, intervenuto sulla lettera p) dell’art. 9, facente riferimento alla difesa dell’ambiente e della vita delle piante, un riferimento, che il capogruppo dell’Udc Pasquale Marrazzo avrebbe voluto abolire con un proprio emendamento “perché inadeguato ad un testo statutario”, sottolineando che “non è una affermazione inutile, ma pienamente in linea con gli impegni che le Istituzioni devono assumere per contrastare la distruzione della Terra”. Per Rivellini (An) “è ridicolo soffermarsi su questa problematica quando questa maggioranza mette in discussione finanche il diritto alla vita umana”. Una proposta dei Popolari Udeur e dei Verdi, approvata dall’Assemblea, ha fatto sì che lo Statuto preveda anche la tutela della fauna, nell’ambito del rispetto delle convenzioni internazionali e della normativa comunitaria. Inoltre, un emendamento del gruppo di An ha proposto di introdurre la possibilità della costituzione di parte civile contro chiunque danneggi l’ambiente; la proposta è stata respinta a maggioranza, con il voto favorevole del centrodestra, dell’Udeur, di Italia dei Valori e l’astensione di Sinistra democratica. Infine, il Consiglio ha, poi, esaminato alcuni emendamenti proposti da Scala e Giusto (SD), Nocera (Prc), Ciarlo (Ds), Silvestro (Idv) e Amato (Ds) tendenti a riconoscere l’ acqua, l’aria e il quali beni comuni dell’umanità e a indirizzare il loro utilizzo pubblico. “Premesso che siamo tutti d’accordo sul valore comunitario di questi beni essenziali, ma con questo emendamento si introduce un principio che potrebbe essere interpretato in maniera tale da determinare la illegittimità di una serie di impianti esistenti sul nostro territorio, come gli impianti eolici” – ha spiegato D’Ercole, nell’annunciare il voto contrario del proprio Gruppo. A questo punto, il Capogruppo dell’Udeur, Fernando Errico, ha proposto una pausa di riflessione sull’emendamento, in vista della seduta convocata per domani, 5 dicembre 2007, dalle ore 10 alle 14,30.