Regione – “Prendiamo atto con soddisfazione che le continue richieste di moralizzazione e trasparenza avanzate in questi anni da Alleanza Nazionale, hanno trovato, finalmente una prima risposta positiva”. Lo sottolinea il capogruppo regionale di An Franco D’Ercole a commento dell’avvenuta sottoscrizione del protocollo di legalità da parte del Presidente del Consiglio Regionale della Campania Alessandra Lonardo e dal Prefetto di Napoli Renato Profili. “Tutto questo – ha continuato – a dimostrazione che l’esigenza di legalità non era soltanto “un capriccio” di An, come hanno dimostrato i recenti scioglimenti di consigli comunali e dell’Asl Na/4, già non era più soltanto un rischio ma in qualche caso stava già diventando realtà”. “È doveroso – ha aggiunto – riconoscere inoltre la meritevole opera di convincimento ad alzare la guardia nella battaglia per la trasparenza, svolta dal consigliere di An Salvatore Ronghi fin dal momento della sua elezione a componente dell’ufficio di Presidenza della neonata consiliatura”. “È chiaro però – ha concluso D’Ercole – che questo rappresenta soltanto il primo passo, verso il recupero di credibilità e legalità del Consiglio Regionale. Perché questa sia davvero una battaglia vincente è necessario che tale patto si concretizzi e da semplice impegno si trasformi in fatti concreti fin da subito. Altrimenti sarà stata soltanto l’ennesima sceneggiata”. “La sottoscrizione del protocollo per la Legalità da parte del Presidente del Consiglio regionale della Campania Sandra Lonardo, colma un ritardo ed è un preciso segnale del ripristino della trasparenza del Consiglio Regionale”. È quanto sostenuto dal Vice Presidente del Consiglio regionale della Campania nonché Consigliere di An Salvatore Ronghi il quale ora chiede la sospensione di tutte le gare indette dal consiglio Regionale nel 2005, al fine di adeguare i bandi contenuti del Protocollo sulla Legalità. “Tale provvedimento – conclude l’esponente di An – si rende necessario affinché si comprenda che la sottoscrizione del Protocollo non è un atto formale né tanto meno propagandistico, ma è un atto sostanziale a garanzia della trasparenza per evitare che vengano affidati appalti a società interdette dalla Prefettura di Napoli”.
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