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Regione: Pressing su Caldoro tra nominati ed eletti, l’Udc e gruppi

( di Luca Guarracino ) – A 48 ore dall’insediamento della prima assise regionale tengono banco i nodi da sciogliere prima della fumata bianca del nuovo esecutivo che verrà ufficializzato nella giornata di venerdì 14. Tante le ipotesi, tante le indiscrezioni e il pressing quotidiano cui è sottoposto il neo governatore Stefano Caldoro. I dubbi riguardano le scelte per la nuova giunta di una squadra di “esterni”, l’apertura ai consiglieri eletti, la richiesta di “visibilità” dell’Udc e la “sfida” del cambiamento che è stato il cavallo di battaglia di Caldoro per la volata per la conquista di Palazzo Santa Lucia. Sono i tasselli delicati del puzzle che occorre perfezionare motivando “gli appetiti” per l’inizio dell’attività. In primis la prima grana riguarda la costituzione dei gruppi autonomi a cui lo Statuto nega l’autonomia per chi ha due eletti ( purchè eletti nella stessa lista e abbiano rappresentanza nel parlamento europeo e nazionale). E’ il caso dell’Udeur e Sel: il primo perché l’europarlamentare Clemente Mastella è stato eletto in quota Pdl, il secondo per problemi attinenti lo sbarramento restando fuori dalla corsa al parlamento europeo. Sarà il presidente del consiglio provvisorio Luca Colasanto nella veste di consigliere anziano a prendere una decisione oppure rinviare il tutto alla neo giunta per il regolamento. Nelle ultime ore si va facendo strada anche la possibilità di una modifica statutaria per chiedere il lasciapassare all’aumento dei posti in giunta portandoli da 12 a 14. Una sorta di “compensazione” tra tecnici o “esterni” ed eletti in modo da soddisfare le varie richieste arrivate sul tavolo di Caldoro. All’interno del Pdl regionale e dei neo consiglieri sono in molti a giudicare negativamente l’eventuale ingresso in giunta di esponenti già in predicato di candidature alle ultime politiche in quota Fini, poi non confermate, con il rischio di alimentare in Campania ulteriori lacerazioni e fibrillazioni tra gli amici di Berlusconi e dell’attuale Presidente della Camera. Alcuni nomi di esterni ricorrenti nelle ultime ore, ad iniziare dall’irpina Carmen Verderosa vicina al leader degli industriali Gianni Lettieri , sono già al vaglio dei vertici regionali del Pdl circa l’opportunità o meno di insediamento per la porta laterale a Palazzo Santa Lucia. Le fibrillazioni riguardano anche il pressing dell’Udc che rivendica tre assessorati e una maggiore “visibilità” e le sollecitazioni sui consiglieri eletti in quota Pdl a dimettersi nel caso di incarico nell’esecutivo. Un principio di incompatibilità non scritto per legge che resta un limite non digeribile per il neo presidente della Regione. Sarà alla fine Caldoro a scegliere. L’attuale governatore a poche ore dall’inizio potrebbe anche far introdurre nello Statuto regionale l’istituto della surroga temporanea con la possibilità dei consiglieri – assessori di essere sostituiti nel periodo di governo per poi, in caso di rimpasto dell’esecutivo, ritornare al proprio posto in consiglio. Insomma, tante le ipotesi, tanti i ma e tanti i se. Una cosa è certa: dopo le polemiche sugli sprechi, il caso sanità, le denunce sulla gestione bassoliniana è iniziata per Caldoro la settimana più difficile….

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