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Regione – Politiche Sociali, De Felice: “Campania a metà del guado”

La Campania ‘terra di mezzo’ delle Politiche Sociali. Summit questa mattina tra operatori sociali, coordinatori dei Piani di Zona, amministratori locali e l’Assessore Regionale Alfonsina De Felice. Un incontro tra addetti ai lavori che ha sbrogliato qualche matassa e portato a galla qualche numero. Si è discusso di forme associate di programmazione partecipativa, di risultati raggiunti e agognati, di difficoltà ed eccellenze degli ambiti di zona sociali. Presenti alcuni dirigenti regionali tra cui Antonio Oddati, Nando Morra e Claudia Teano della Lega delle Autonomie Locali, Rosanna Repole, moderatrice dell’incontro, e diversi amministratori e coordinatori locali tra cui l’assessore provinciale Giuseppe Del Mastro, Sergio Trezza, Tommaso Saccardo, Massimo Carullo, Enzo Testa, Franco Maietta, Carmine De Blasio, Salvatore De Vito..

Un incontro che rientra in una lunga serie di riunioni fortemente volute dall’Assessore De Felice. Tecnico prestato alla politica, in questi 20 mesi di attività ha voluto fin dal principio mettere da parte la retorica e la ‘politica parolaia’ preferendo concentrarsi su materie quali la statistica e la ragioneria.

Recente l’approvazione del Piano Regionale Sociale con cui sono stati definiti, per il triennio 2009/2011, i servizi alla persona, alle famiglie, ai minori, alle fasce deboli, agli anziani disabili. “Un documento atteso da tempo – ha dichiarato l’assessore De Felice – con il quale si restituisce ai territori la capacità di programmare le attività nel sociale. Sono ottimista sull’effetto che questo Piano avrà sulla qualità dei servizi.Tocca adesso alla sapienza degli alti burocrati stabilire se è quando far compiere alla Regione il salto di qualità. Il piano regionale è un altissimo momento della programmazione regionale per attuare il decentramento sul territorio campano di questioni importanti, segnale non solo di attenzione e sensibilità politica nei confronti dei soggetti deboli della regione ma che, anche e soprattutto, rende protagonisti i territori nella definizione dei punti strategici dell’attività sociale”.

In questo senso punto di forza e al tempo stesso tallone d’Achille della Regione il fatto che la Campania sia composta per il 60-70% da una miriade di piccoli comuni. “Il Piano Regionale – ha spiegato Morra – può essere portato avanti e sviluppato se i Comuni fanno uno sforzo culturale: quello di uscire dai limiti del municipalismo e del localismo per cui ciascuno vuole qualcosa. Da soli non si va da nessuna parte”.

La legge 328 indica ai Comuni proprio la strada da seguire, diverse le forme associative opzionabili dagli enti locali: quella del consorzio, quella della convenzione o dell’unione di comuni. Istituti giuridici che permettano la definizione di aree vaste, in un’ottica che vuole i territori non più concepiti come singoli municipi. Forme di gestione associata che garantiscono la possibilità ai Piani di zona di operare al meglio grazie ad una maggiore uniformità di servizi, allo sviluppo di economie di scala e all’innalzamento del livello qualitativo dei servizi offerti.

La rivoluzione targata De Felice è stata anche quella di allargare gli orizzonti mettendo a confronto la realtà campana non più con quella delle altre regioni italiane ma con quelle europee come la Galizia spagnola, l’Irlanda del Nord e la Germania orientale.

Un assessorato dalle porte girevoli e dai balconi comunicanti, quello della De Felice. In fieri diversi progetti in collaborazione con altri Assessorati. Come quello dell’Agricoltura. Sta infatti per partire un bando per allestire orti sociali da creare nelle zone periferiche dei centri urbani della città: spazi verdi (circa 7-800 euro la spesa prevista per ciascuno di essi) che saranno messi a disposizione di disabili, anziani e categorie deboli, sia come ‘terapia’ contro la solitudine che per un risparmio sulla spesa quotidiana. “Pur in un’ottica di risparmio, diverse sono state le azioni pilota, come la “mediazione penale minorile” (un percorso costato 20mila euro, ndr) che ha ricevuto il plauso di altre regioni e del Tribunale dei minori.

Poco romanticismo e poca retorica ma tanti numeri quindi nell’attività dell’Assessorato perché (anche) “le Politiche Sociali non si svolgono nelle alte sfere della politica ma in quelle della ragioneria e della statistica”. (di Oderica Lusi)

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