Regione – E’ molto grave quanto avvenuto al Senato, con l’approvazione dell’emendamento che blocca i decreti ingiuntivi per i fornitori di beni e servizi delle Asl campane. Si tratta di una scelta molto pericolosa sia dal punto sociale che economico». Questo l’allarme che lancia Alleanza Nazionale con la dichiarazione dei parlamentari Mario Landolfi, Marcello Taglialatela e Pasquale Viespoli, e dei consiglieri regionali Francesco D’Ercole ed Enzo Rivellini. «An – ha precisato Taglialatela – da tempo sostiene che la situazione della sanità campana è in stato pre-fallimentare. Purtroppo dobbiamo affermare oggi che lo stato è invece già fallimentare: nel testo dell’emendamento approvato al Senato, che blocca i decreti ingiuntivi per i fornitori di beni e servizi delle Asl, si parla di massa passiva che è un termine tecnico solitamente utilizzato nelle procedure fallimentare. Sebbene da tempo sia partita l’operazione finanziaria della So.Re.Sa., che riguarda il risanamento del debito sanitario, i creditori non vengono pagati e con la decisione di rendere inpignorabili le somme dei decreti ingiuntivi si colpiscono creditori e cittadini». «A pagarne le conseguenze – hanno spiegato Landolfi, Viespoli, Taglialatela, D’Ercole e Rivellini – saranno i cittadini e le imprese, visto che i servizi sanitari finiranno con l’essere fortemente compromessi. Il funzionamento della sanità in Campania, in particolare di settori strategici come quello diagnostico e farmaceutico, sarà messo a rischio». Il senatore Viespoli ha poi aggiunto: «La sinistra per ridurre il ticket sulla diagnostica, in vista delle elezioni amministrative, ha tagliato i fondi: per i Paesi in via di sviluppo (-50 mln di euro), alla ricerca per la salute (-50 mln euro), per la famiglia (-30 mln euro), per i soggetti non auto-sufficienti (-30mln euro), per le politiche giovanili (-30 mln euro), per i debiti pregressi (-100 mln euro), per lo spettacolo (-60 mln euro). Come AN avevano invece proposto di azzerare il ticket, anziché ridurlo parzialmente, prelevando le risorse necessarie da altre voci come: fondi per Paesi in via di Sviluppo (-320 mln di euro), per i debiti pregressi (-120 mln di euro) e per lo spettacolo (-60 mln euro). In questo si evitava di colpire le famiglie, gli incapienti e la ricerca per la salute».
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