
Parto naturale: approvate le norme per la promozione. Ieri l’ok della Giunta Bassolino che ha approvato gli atti d’indirizzo della Legge Regionale. Un orientamento rivolto ai direttori delle Asl e agli operatori del settore materno-infantile teso a promuovere le linee guida per l’assistenza al parto nafisiologico e a favorire il decremento del ricorso al taglio cesareo. “Si tratta di un importante traguardo. La pratica del taglio cesareo – ha dichiarato il presidente della Campania Antonio Bassolino – nella nostra regione ha raggiunto percentuali incivili e va drasticamente ridotta. Con il parto naturale si potranno contenere le spese, si potrà abbassare l’indice di mortalità perinatale dell’8% almeno e migliorare l’assistenza alle donne in gravidanza”. E ancora: “Con questo provvedimento sarà possibile garantire alla madre e al neonato maggiore sicurezza grazie all’efficienza dei servizi offerti in sinergia dai centri specializzati, ostetrici, neonatologici, pediatrici e specialistici presenti sul territorio regionale”. In sostanza le donne potranno “disporre di un ambiente sanitario più accogliente e prepararsi all’evento con maggiore serenità”. Si tratta di un provvedimento importante considerato che l’Italia si è attesta come il paese con il più alto numero di parti con taglio cesareo dell’Unione Europea: la percentuale è pari al 36,9 per cento nel 2003. A rilevarlo è un’ indagine di ‘Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari’, diffusa dall’Istat e condotta su un campione complessivo di circa 60 mila famiglie coinvolgendo 2 milioni e 736mila donne. L’incidenza di parti cesarei è particolarmente alta nelle strutture private, dove si raggiunge una percentuale del 56,9 per cento, superiore di oltre 23 punti percentuali a quella che si rileva nelle strutture pubbliche (33,3 per cento). E in questa prospettiva la Campania acquista senza competizione la maglia nera. Dati tra l’altro confermati in un’intervista rilasciata al nostro quotidiano dall’on. Angelo Giusto nonché presidente della Commissione Sanità. “La nostra regione – spiegò Angelo Giusto – è quella con il più alto indice di natalità e la prima nel mondo per quanto riguarda il numero dei tagli cesarei. Un dato davvero poco positivo. In questo modo, infatti, l’evento più naturale finisce con il diventare ad alto rischio. A livello prettamente arto cesareo comporta innanzitutto un grande aumento di rischi, sia per quanto riguarda il nascituro che la partoriente. Ma i riflessi negativi hanno ripercussioni anche sull’aspetto economico. Inutile negare, infatti che un cesareo comporta un notevole aumento di costi”. Insomma un provvedimento importante approvato con il contributo delle assessore donne e dall’assessore alla sanità Angelo Montemarano, e che presenta importanti novità volte a migliorare l’assistenza e la tutela, come il potenziamento dei consultori familiari e l’istituzione di un numero verde per il sostegno e l’accompagnamento alle nascite. Inoltre la delibera consente di avviare il monitoraggio all’interno delle aziende sanitarie e degli ospedali per verificare se sono stati effettuati i corsi obbligatori sulle linee guida, se sia stata attivata la carta dei servizi, la qualità del consenso informato. Si affidano al settore assistenza ospedaliera dell’Area 20 dell’assessorato alla Sanità (nel cui ambito ricade il servizio 118) il compito di verificare l’incidenza del trasporto neonatale rispetto al trasporto in utero di gravidanze a rischio e di avviare un programma di riordino della Rete di punti nascita. Ma non solo.