Regione – La Giunta approva il disegno di legge sull’acqua

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Approvata all’unanimità dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente Antonio Bassolino e dell’Assessore all’Ambiente Luigi Nocera, il disegno di legge regionale sull’acqua.
La nuova normativa dispone la creazione della società regionale a capitale interamente pubblico “Campaniacque”, a cui sarà conferita la titolarità delle infrastrutture afferenti il servizio idrico integrato di competenza regionale. Questi gli obiettivi strategici e la mission della neonata società:
· promozione dell’uso responsabile e sostenibile della risorsa idrica, in quanto bene pubblico primario e fattore di sviluppo;
· coordinamento e regolazione delle attività dei diversi ATO;
· gestione dei beni del demanio idrico;
· organizzazione delle attività per la gestione e la manutenzione delle infrastrutture, degli impianti e delle opere;
· gestione delle politiche tariffarie;
· promozione delle azioni necessarie per la tutela delle acque destinate prioritariamente al consumo umano;
· coordinamento unitario della captazione delle acque superficiali e sotterranee e del loro accumulo, trasporto e adduzione, nonché del loro trattamento per l’approvvigionamento primario degli usi civili, irrigui e industriali.
“Con l’approvazione di questo disegno di legge, realizziamo uno dei punti più importanti e qualificati del programma di governo presentato in campagna elettorale” ha dichiarato il Presidente della Giunta regionale Antonio Bassolino.
“Nelle scorse settimane si è discusso molto, come è giusto che fosse, sulla fondamentale risorsa dell’acqua. Per questo la Giunta – continua Bassolino – ha voluto riordinare organicamente tutte le disposizioni in materia, affermando la titolarità, il controllo e la gestione pubblici delle reti di competenza regionale del comparto idrico campano. Attraverso la costituzione della società Campaniacque, puntiamo a garantire forme di gestione sempre più efficienti e vicine alle necessità dei cittadini. L’acqua è un bene pubblico e un diritto fondamentale delle persone, che noi siamo fortemente impegnati ad assicurare. Auspichiamo che il Consiglio regionale – ha concluso il Presidente – coordinando il disegno della Giunta con le proposte dei Gruppi consiliari, approvi al più presto la nuova legge”.
E sull’argomento si espongono anche i Ds che parlano di un primo importante passo verso la pubblicizzazione del settore. “La sinistra da tempo – si legge nella nota – e in perfetta solitudine si era battuta per una soluzione del genere”. Lo stesso consigliere regionale Angelo Giusto aveva avanzato nelle scorse settimane una proposta di legge per la costituzione di una società regionale per la gestione delle acque. Un impegno, quello della sinistra Ds “che via via ha acquisito consensi nel partito, fino alla decisione assunta dal Gruppo regionale”. “Attendiamo – conclude l’informativa – di conoscere il testo della legge per una più completa valutazione, ma è evidente che la scelta della Giunta regionale impone una rapida discussione in Consiglio e la definitiva approvazione”.

D’Ercole: “Campaniacque, un nuovo carrozzone?”

“Vogliono costruire un nuovo carrozzone clientelare gestito con fondi pubblici. Sono perplesso”. Lo ha sottolineato il capogruppo regionale di Alleanza Nazionale, Francesco D’Ercole alla notizia del “si” della Giunta Regionale per la costituzione della società a capitale interamente pubblico, “Campaniacque”, a cui verrà conferita la titolarità delle infrastrutture del servizio idrico integrato di competenza regionale. “In verità – sottolinea D’Ercole – non conosco ancora il testo della legge per cui esprimo delle valutazioni sulla base della lettura della note che mi lasciano, tuttavia, qualche preoccupazione. Ci sono gli Ato incaricati di fare i bandi per l’assegnazione della gestione delle. Al di sopra di questi, le autorità di bacino per il controllo, ora fanno nascere una società che dovrebbe sorvegliare su tutto. Per un solo bene, insomma, una miriade di controllori-gestori. Ma alla fine chi controllerà il controllore? In questo modo, quanto costerà gestire un bene fondamentale qual è l’acqua? E chi pagherà quest’ennesimo spreco di risorse? E’ presto detto: il bilancio regionale e di conseguenza il cittadino. La sensazione che si ricava, purtroppo, è che da qui a qualche anno, oltre il dissesto sanitario, bisognerà ripianare anche quello legato ad una cattiva gestione delle acque. Ed anche questo finirà inesorabilmente per pesare sulle spalle del cittadino”.

L’intervento di Aurisicchio:

“Qualche giorno fa il gruppo consiliare regionale dei Ds, accogliendo la proposta del compagno Giusto aveva deciso la presentazione di un disegno di legge sul tema della gestione del ciclo integrato delle acque sancendo il principio che l’acqua è un bene pubblico che va affidato totalmente in mano pubblica secondo obiettivi di efficacia, efficienza ed economicità. Oggi anche la Giunta regionale ed il presidente Bassolino scelgono questa strada proponendo la costituzione di una società regionale a capitale interamente pubblico e correggendo precedenti orientamenti intesi ad affermare il ruolo dei privati nella gestione del ciclo integrato delle acque. Su questa linea sono sempre stati schierati i Ds irpini che si sono costantemente battuti per affermare in tutte le sedi la gestione pubblica fino al punto da farne la linea dell’Ato irpino, dei Ds della Campania e della Giunta regionale”.

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