
Settimana di agitazione per farmacisti e avvocati. Le Farmacie resteranno chiuse il 22 e 23 novembre per una serrata organizzata per protestare contro la Regione Campania che avrebbe disatteso gli impegni assunti. La protesta è stata proclamata da Federfarma dopo aver considerato il notevole ritardo della corresponsione delle competenze alle farmacie dalla Regione e in particolare da parte delle Asl. Ma anche dalle precarie condizioni economiche delle stesse aziende sanitarie che non sono in grado di assicurare né i pagamenti correnti, né quelli pregressi. Va sottolineato, inoltre, che le farmacie sono esposte nei confronti del sistema creditizio in maniera ormai insostenibile e tale da non poter ottenere ulteriori finanziamenti. Ma le motivazioni che hanno spinto Federfarma Campania a proclamare due giorni di “serrata” non finiscono qui. La Regione negli ultimi anni, di fronte al progressivo aggravarsi della situazione debitoria nei confronti delle farmacie, ha programmato interventi che non hanno prodotto nessun risultato; i fondi erogati e da erogare per l’anno 2006, sicuramente insufficienti a garantire l’assistenza farmaceutica per l’anno corrente, sono ulteriormente decurtati dai debiti contratti dalle Asl nei confronti delle società di factoring, nonché pignoramenti dei creditori. Di fronte a tale situazione la categoria è seriamente preoccupata per il futuro delle proprie farmacie, nonché del mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Tuttavia le farmacie di turno sono esentate dall’agitazione. Sul piede di guerra anche gli avvocati che hanno dato inizio allo sciopero contro il decreto Bersani, anche per chiedere una riforma professionale e maggiori risorse destinate alla giustizia. I penalisti si asterranno dalle udienze fino a sabato 18 novembre. Gli avvocati denunciano “… l’indifferenza della politica per i valori anche di rango costituzionale che l’Avvocatura rappresenta” e chiedono “il rinnovamento della professione forense, incentrato su una qualificazione garantita da costante formazione tecnica, rigore deontologico e specializzazione effettiva”.