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Regione – Bilancio condizionato dai debiti della sanità

Regione – Riunione della II Commissione Consiliare permanente (Bilancio e Finanze, Demanio e Patrimonio), presieduta da Nicola Marrazzo (Italia dei Valori), con la relazione dell’Assessore Antonio Valiante, è iniziato l’iter consiliare del Bilancio di previsione della Regione Campania anno 2008 e relativa Legge Finanziaria e del Bilancio pluriennale per il triennio 2008/2010. “Il quadro generale che emerge dai dati finanziari prospetta un futuro in cui la programmazione regionale sarà fortemente condizionata dalla minore flessibilità del bilancio – ha detto Valiante – la conseguenza immediata di tale situazione è quella di dover assumere comportamenti che tendano ad una rigorosa politica di riduzione e riqualificazione della spesa, incrementando le attività di monitoraggio e controllo dei risultati conseguiti. In primo luogo risulta indispensabile rispettare tutti gli impegni assunti con l’Accordo stipulato il 13 marzo 2007 dal Presidente della Regione con i Ministri dell’Economia e della Salute per il Piano di Rientro dal disavanzo sanitario. In secondo luogo – ha proseguito il Vice Presidente della Regione Campania – occorre contenere l’indebitamento entro limiti sostenibili, ricercando soluzioni che consentano lo spostamento di talune spese così finanziate fino ad oggi su fonti di finanziamento straordinarie, come quelle strutturali europee e/o statali per le aree sottoutilizzate, in modo da orientare su questi canali tutte le spese di investimento compatibili con le rispettive regole di funzionamento”. A questo proposito, Valiante si è soffermato sulla problematica connessa con gli effetti prodotti dall’applicazione dell’ex L.R. n.51/78., che disciplina la forma di contribuzione, mediante mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, della Regione alle opere pubbliche intraprese dai Comuni. “Nelle more della individuazione di fonti alternative di finanziamento, – ha avvertito Valiante – occorre limitare, in fase di programmazione, il livello di assegnazione dei nuovi contributi pluriennali e per le posizioni pregresse occorre ricercare una soluzione condivisa con gli enti locali destinatari dei finanziamenti e con gli istituti finanziatori per alleggerire l’entità del peso del rimborso annuo sul bilancio regionale”. La problematica relativa alla legge 51 ha suscitato la preoccupazione di tutte le forze politiche, che hanno messo in guardia la Giunta regionale dal porre in essere decisioni che possano gravare sulle già esigue risorse comunali. “Il Bilancio proposto mette in forse le risorse per la copertura dei mutui ex lege 51 – ha sottolineato il Presidente Marrazzo – ma la Regione non può permettersi una scelta tanto devastante per le autonomie locali; pertanto, deve essere compiute scelte che, non solo onorino gli impegni pregressi, ma anche quelli futuri rispetto alle opere pubbliche già intraprese”. Pertanto, l’esponente di Italia dei Valori ha annunciato che convocherà la Commissione per un seduta monotematica su questo argomento. Dello stesso avviso il capogruppo della Margherita Mario Sena, che ha sollecitato il governo regionale a risolvere il problema e ha proposto che “gli assessori competenti diano seguito ai decreti già emanati in favore dei Comuni per la copertura della spesa dei mutui contratti e garantiscano le risorse necessarie per l’esecuzione delle opere pubbliche”. D’accordo con Sena e Marrazzo, il capogruppo di Alleanza Nazionale Francesco D’Ercole, che si è schierato in difesa dei Comune e ha evidenziato che “ancora una volta, la manovra proposta dalla Giunta Bassolino, non mette in campo un progetto di sviluppo ma si limita a rincorrere l’enorme esposizione debitoria, in particolare del settore della sanità”, e si è riservato di formulare ulteriori osservazioni a seguito di un più approfondito esame del documento. Il Bilancio presentato da Valiante ha aperto il dibattito politico, con il capogruppo del Partito della Rifondazione Comunista, Vito Nocera, per il quale “esso presenta numerose criticità a cominciare dalla esiguità delle risorse, appena 34 milioni di euro, destinate a coprire sia il reddito di cittadinanza che i servizi di cui alla legge sulla dignità sociale approvata dal Consiglio regionale. E, ancora, per Nocera “a fronte di una tassazione che rimane elevatissima e, spesso, indiscriminata, come nel caso della accise sulla benzina, non viene affrontata l’opportunità di una tassa sul lusso, che avrebbe, invece, un valore simbolico e di giustizia, e restano aperte le problematiche relative alla salvaguardia degli impegni assunti dai Comuni per le opere pubbliche, all’ulteriore sforzo ulteriore che va compiuto per quanto riguarda le politiche abitative ed ambientali”. Su questa linea, il capogruppo di Prc ha, poi, stigmatizzato anche la legge Finanziaria nazionale, “che non mette in campo alcun intervento per la Campania e per le aree del Mezzogiorno. E’ inaccettabile, infatti – ha sottolineato Nocera – l’atteggiamento che si consuma a livello nazionale nei confronti della Campania: il tentativo di esercitare un processo politico contro la Campania rischia, infatti, di essere pagato dalle fasce deboli della popolazione e, per contrastare questo processo, Rifondazione metterà in campo la propria denuncia politica e sociale”. “Le affermazioni di Nocera aprono un questione politica – ha osservato il capogruppo dello Sdi Gennaro Oliviero – e impongono una presa di posizione comune per respingere il ‘fuoco amico’ proveniente da Roma contro la Campania”. Il Vicepresidente del Consiglio regionale, esponente di Alleanza Nazionale, Salvatore Ronghi, ha sollevato una pregiudiziale formale e sostanziale rispetto all’esame della manovra di Bilancio 2008: “il Bilancio del Consiglio regionale deve essere esaminato in via prioritaria – ha detto Ronghi – nonché propedeutica rispetto all’esame dell’intera manovra, a garanzia della copertura delle risorse necessarie al funzionamento dell’Assemblea legislativa”. Inoltre, Ronghi ha invitato il Presidente Marrazzo a inserire tra le categorie che saranno ascoltate nelle audizioni, che inizieranno giovedì prossimo e termineranno venerdì 30 novembre, i rappresentanti della Confapi, per le piccole e medie imprese, degli artigiani, e dell’associazione Ambiente e Vita”. Il Presidente della Commissione Politiche sociali, Luisa Bossa (Ds), ha, poi, sottolineato che “ancora una volta si consuma una contraddizione nell’approccio alle politiche sociali della nostra regione: da una lato si finanzia il reddito di cittadinanza, misura insufficiente se si tiene conto che, a fronte di 127 mila richiesta, ne vengono soddisfatte solo ventimila; dall’altro, la soglia di reddito per l’accesso ai servizi disciplinati dalla legge per la dignità sociale è talmente bassa che probabilmente anche questa legge rischia di non poter soddisfare il fabbisogno regionale di servizi sociali. Dobbiamo, dunque, – ha concluso l’esponente dei Democratici di Sinistra – uscire da questa contraddizione con un finanziamento ottimale che garantisca il reddito di cittadinanza e i servizi di cui alla legge per la dignità sociale, evitando la parcellizzazione delle risorse”. In particolare, dalla relazione di Valiante si evince che: Per effetto delle operazioni di indebitamento e di ristrutturazione della massa debitoria pregressa avviate dalla Regione Campania risulta in costante e sostenuta crescita il peso del servizio del debito, di cui se ne può stimare l’ammontare in circa 400milioni di euro. Rispetto al periodo 2000/06 saranno disponibili 3,5 miliardi di euro in più, grazie anche al maggior apporto che, nella finanziaria nazionale 2007, il Governo ha destinato al FAS. Con particolare riferimento ai fondi strutturali occorre fare alcune osservazioni in merito alle implicazioni finanziarie derivanti dalla modifica dall’anno 2007 delle regole del patto di stabilità interno. Tali regole, seppur modificate nel tempo, avevano avuto sempre l’obiettivo di contenere la spesa corrente, al netto di quella sanitaria, e di favorire la spesa di investimento nel settore pubblico, nonchè quella finanziata con fondi europei. Dal 2007, con l’introduzione delle nuove regole, la tendenza diventa invece quella di porre un tetto alla spesa complessiva, con la sola esclusione di quella sanitaria. Il quadro congiunturale locale e nazionale, che continua ad essere particolarmente problematico e nel quale le politiche di intervento della Regione sono chiamate a dispiegare i propri effetti, rende estremamente complesso garantire le risorse necessarie per assicurarne la più completa ed efficace realizzazione. Elemento sempre importante della complessiva manovra di bilancio è sicuramente quello relativo alla spesa sanitaria. Tale strategia si è imperniata su tre direttrici fondamentali: 1) consolidare i debiti maturati dalle aziende sanitarie al 31 dicembre 2005, attivando la Società Regionale per la Sanità So.Re.Sa. S.p.A. all’uopo costituita in base alla legge regionale n. 28/2003, in modo da concentrare e responsabilizzare pienamente la gestione dei Direttori Generali delle AA.SS. sull’attività corrente; 2) ottenere un significativo riequilibrio in sede di riparto nazionale dei fondi per la sanità: la Regione Campania, ancora nel 2005, presentava costi medi pro capite in linea con la media nazionale, ma con il finanziamento pro capite più basso in assoluto; 3) recuperare efficienza ed economicità nella gestione del Servizio Sanitario Regionale, riducendo sensibilmente i costi di produzione dei servizi sanitari con una azione programmata e mirata a diminuire e/o contenere le varie voci di costo, nella prospettiva di riportare la gestione corrente in equilibrio entro tre – quattro anni.

2007 – 2013 2000 – 2006
FONDI RISORSE FONDI RISORSE
FESR 6.864,8 FESR 5.551,4
FSE 1.118,0 FSE 1.003,4
FAS 4.068,4 FAS 3.165,6
TOTALE
FS – FAS
12.051,2 TOTALE
FS – FAS
9.720,4
FAS (Risorse già deliberate) 585,0
FEASR 1.882,0 FEOGA 1.097,6
SFOP 95,6
TOTALE 14.518,2 TOTALE 10.913,6
BILANCIO A LEGISLAZIONE VIGENTE
ENTRATA
Titolo I – Tributi propri – quote di  tributi erariali 7.114.858.849,19
Titolo II – Trasferimenti correnti 3.683.663.135,94
Titolo III – Entrate extratributarie 222.336.908,51
Titolo IV – Trasferimenti in c/capitale 1.887.041.021,24
Titolo V – Mutui, prestiti ed altre operazioni creditizie 1.520.000.000,00
Titolo VI – Contabilità speciali 3.202.811.000,00
Avanzo di amministrazione 827.822.877,19
Totale entrata 18.458.533.792,07
SPESA
Titolo I – Spesa corrente 11.608.108.421,76
Titolo II – Spesa di investimento 2.416.266.648,64
Titolo III – Rimborso prestiti e mutui 1.231.347.721,67
Titolo IV – Contabilità speciali 3.202.811.000,00
Totale spesa 18.458.533.792,07
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