Regionali – Tra tanti nomi prende quota quello del ministro Rotondi

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Regionali: il quadro attuale consegna una prospettiva destabilizzante. Soprattutto nel centrodestra. In Campania la partita è sempre più aperta e un possibile accordo tra le forze di maggioranza sembra essere ancora distante. Fino a qualche giorno fa sembrava che si fosse trovata la quadra, ma poi è arrivato l’imprevisto: la richiesta di arresto per il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, principale candidato del Pdl, ha riaperto tutti i giochi ed ha fatto ritornare alla ribalta nomi il cui impatto, almeno inizialmente, non aveva molto convinto.
In Campania, insomma, la partita è scottante. E mentre Cosentino tenta di difendere strenuamente il suo onore e le chances di candidatura avanzano anche altre alternative tra le quali spicca in pole Pasquale Viespoli. Gli ex forzisti invece starebbero caldeggiando la senatrice Barbara Contini, attuale responsabile, per il partito, degli italiani all’estero.
Ma a guardare a quell’incarico c’è anche il ministro all’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi che, se venisse scelto, libererebbe un posto nel governo facendo scattare ulteriori ingranaggi che sembravano bloccati.
Il nome del ministro irpino prende sempre più piede ma le voci che con insistenza si rincorrono sul suo conto non trovano conferma dall’interessato che da sempre ha mantenuto in merito un atteggiamento diplomatico dichiarando che sulla Campania avrebbe deciso Berlusconi. Dall’invito di Marco Pugliese, che lo aveva proposto come migliore figura in grado di guidare la Regione Campania, Rotondi si era congedato elegantemente spiegando che, secondo un criterio di massima da seguire, Palazzo Santa Lucia ruota intorno a chi viene eletto in Campania. “Io sono eletto altrove da un decennio – aveva dichiarato – quindi non sono in corsa”. Eppure l’imprevisto caso Cosentino potrebbe cambiare le regole.

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