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Cascetta, a lungo in predicato di una contesa alle primarie con il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, spiega di aver “… ritenuto di dare un contributo avviando nel territorio un dialogo con persone, imprese, lavoratori, associazioni, elaborando un programma con 12 proposte”.
Ma, constata amaramente l’assessore, “… il metodo ha trovato non poche difficoltà nell’essere compreso e valorizzato da una politica troppo autoreferenziale”.
Cascetta spiega a Bersani che lui avrebbe voluto “… un percorso più unitario con la partecipazione del Pd e degli altri partiti della coalizione. Invece ho assistito a lotte intestine, passaggi di campo, personalismi, veti ideologici. Si sono fatti dei nomi, molti nomi, si sono confrontati e contrapposti gruppi e campanili, nel perseguimento dell’unico obiettivo di conquistare o conservare posizioni di potere”.
Mentre accadeva questo, secondo Cascetta “… il centrodestra, nonostante le difficoltà seguite al caso Cosentino, ha potuto riorganizzarsi e presentare per primo il candidato”.
C’è di più. “Ho sentito alcuni esponenti del centrosinistra, addirittura del Pd – denuncia Cascetta – elogiare la destra e celebrare un esponente del PdL che finora nulla ha fatto per la sua regione”. Il riferimento, più o meno velato, è rivolto ad un parere lusinghiero reso nei giorni scorsi dall’ex ministro Luigi Nicolais al candidato del PdL, Stefano Caldoro.
Cascetta getta la spugna: “Auspico che, anche grazie al tuo contributo, possa esserci una soluzione più unitaria rispetto al confronto che si è sviluppato nelle scorse settimane”. E poi, conclude, “… ci sono tanti modi per rendersi utili alla propria terra e al proprio paese”.