Regionali – Il Pd alle primarie. Prove di alleanza tra Udc e Pdl

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L’unica certezza è che non ci sono ancora certezze. O, forse, ce n’è una soltanto, la più inaspettata: il 7 febbraio il centrosinistra, ancora senza un candidato governatore, andrà alle Primarie. La decisione è stata presa ieri a termine di una Direzione Regionale del Pd, dai ritmi e dalla lunghezza estenuanti, durante la quale, non solo non ci si è accordati sul nome, ma neanche sulla coalizione da contrapporre a quella ormai già ufficializzata dal centrodestra che ha nomi certi (Stefano Caldoro per la Presidenza, Mara Carfagna Capolista in Campania, gli irpini Francesco D’Ercole e Roberto Castelluccio tra i candidati certi). Un vortice di annunci fatti a più voci da Bersani prima, Amendola poi, eppure ancora nessun volto per il futuro concorrente dell’ex Ministro del Governo Berlusconi. Unico risultato raggiunto, un documento in cui “il Pd prende atto della formazione di un’alleanza politica e programmatica tra Partito Democratico, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia e Libertà, Socialisti, Verdi della Campania, Alleanza per l’Italia, affidando il mandato ad una delegazione di proseguire il lavoro con le altre forze politiche per predisporre il manifesto programmatico per concordare il profilo e il metodo di individuazione del candidato Presidente, ribadendo con forza la scelta del Pd delle Primarie di coalizione”. E alla fine il Pd ha fatto l’unica mossa che ormai non ci si aspettava più. E tutto viene rinviato, nuovamente, a mercoledì prossimo (27 gennaio, ndr), perché, recita il documento, “si lavorerà ancora per un allargamento della coalizione”. Altri cinque giorni dunque per riflettere, per trattare con gli alleati in attesa delle primarie che – neanche questo è ancora stato stabilito – saranno forse di partito, forse di coalizione.

Sull’altro fronte, quello di centrodestra (dove le certezze sono di più), l’accordo Pdl – Udc, che fino a ieri sembrava essere proprio una di queste, non è stato ratificato. Il partito di Ciriaco De Mita prende tempo, insomma, non sciogliendo le riserve sullo schieramento con cui intende allearsi. Il dialogo sarebbe ancora aperto, sia col Pdl che col Pd e la riunione svoltasi ieri a Roma tra i vertici scudocrociati lo ha dimostrato. “Entro la prossima settimana – ha comunque assicurato Pierferdinando Casini – chiuderemo tutto”. E su Stefano Caldoro… “non lo so, valuteremo” ha commentato De Mita che ha assicurato che, centrodestra o centrosinistra – tertium non datur – di sicuro non ci sarà un candidato governatore per l’Udc.

Mettendo a fuoco l’obbiettivo sul panorama politico nostrano, certezze e incertezze si distribuiscono qui proporzionalmente a quello regionale. Il centrosinistra è ancora in alto mare mentre i nomi i più papabili per il Pdl cha saltano alla ribalta del totocandidature sono quelli di Antonia Ruggiero, Generoso Cusano e (ipotesi che appare un po’ più lontana) Raffaele Lanni. Tutti assessori provinciali di Sibilia (rispettivamente alle Politiche Sociali, alla Viabilità e al Turismo, ndr). La giunta del Presidente ne uscirebbe decimata: l’eventualità di una loro candidatura dovrà infatti fare i conti con una circolare nazionale del Pdl che prescrive che, in caso di candidature, qualsiasi assessore debba rassegnare dimissioni preventive, che varchi o no la soglia di Palazzo Santa Lucia.

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