Regionali – Giuditta al vetriolo: “De Mita? Così frantumerà l’Udc”

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“Bisogna lavorare per l’innovazione e per questo la nostra scelta l’abbiamo fatta da tempo: correre da soli. Se poi ci fosse qualcuno disposto a seguire questa strada con noi, ne saremo ben lieti”. Così Ciriaco De Mita alla vigilia di Capodanno, quando in occasione del brindisi d’augurio nella sede di corso Vittorio Emanuele, era tornato sulla vicina contesa elettorale alla Regione, ribadendo una posizione già espressa per la verità in molte altre occasioni.
Tra recente passato che fa coppia con il centrodestra e presente che registra un certo feeling tra il leader di Nusco e il segretario campano del Pd, Amendola, l’Udc regionale sembrerebbe sempre orientato a ballare da solo”. Scelta ideologica o semplice attendismo? Per i detrattori non ci sono dubbi: la risposta è la seconda. Dall’interno chiaramente arriva la versione opposta, almeno in Irpinia, dove, per storia personale e carica in seno al partito, il parere di De Mita vale molto di più di un pensiero autorevole.
La questione – è lampante – non è secondaria. Nello scontro tra i due grandi poli la consistente fetta di consensi dell’Udc può davvero risultare determinante per l’elezione del prossimo Governatore. Ma quella solidità di posizioni del partito di Casini, apparente o reale che sia e tanto palese a livello provinciale, pare non trovare riflesso speculare sul più ampio panorama regionale, tant’è che all’avvicinarsi dell’appuntamento con le urne continua a manifestarsi più di una voce fuori dal coro. In questo senso tra i primi a muoversi, Domenico Zinzi e la sua area di riferimento, che già nelle scorse settimane non avevano fatto mistero dell’opportunità, secondo loro, di rinnovare il patto con il Pdl. Un’ipotesi che fa proseliti anche in Irpinia. Su tutti c’è il sindaco di Summonte, Pasquale Giuditta, che, in proposito, non la manda certo a dire. “Sono solidale con Zinzi e contesto l’Udc – sbotta il responsabile nazionale del partito per le politiche del Mezzogiorno – Ormai non si capisce più niente, con un progetto collettivo che pare stia diventando sempre più il progetto esclusivo di De Mita”. E’ duro il commento di Giuditta sull’ex Presidente del Consiglio, accusato di operare ipocritamente e incoerentemente, “a maggior ragione se dovesse optare per l’apparentamento con il Pd. Quello che cerca – incalza – non è un accordo di programma, ma di convenienza, perché opera solo nella logica dell’interesse personale. E per farlo si erge a predicatore sopprimendo qualsiasi luogo adatto al dibattito”. Malumore senza peli sulla lingua, dunque, che, a detta dell’ex udeurrino, sarebbe molto più diffuso di quanto si possa credere in seno al soggetto politico. “Questo atteggiamento mette in crisi tutti coloro che credono nell’idea politica dell’Udc e sono molti gli esponenti pronti a lasciare se si dovesse insistere su questa strada”. Monito al leader di Nusco, quindi, ma anche all’opposta fazione. Questo l’avviso della fascia tricolore di Summonte al centrosinistra: “Attenzione, De Mita è un alleato frenante per la spinta all’innovazione e in ogni caso – conclude – sarà comunque un partner inaffidabile”. Non c’è dubbio, la corsa alle regionali non è ancora pienamente delineata ma i toni della discussione sono già quelli tipici: aspri e esacerbati. (di et)

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