Regionali – Foglia: “De Luca? E’ solo la brutta copia di Berlusconi”

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Avellino – E’ un ingegnere prestato alla politica, con un curriculum nel quale spiccano la partecipazione al team che ha progettato il velivolo 767 presso la Boeing Commercial Company di Seattle, sotto il profilo squisitamente tecnico, e – nel passato più recente, con particolare riferimento al territorio – la carica di Presidente del Consorzio delle Aree di Sviluppo Industriale della Provincia di Avellino (Asi), rivestita a partire dal 2001. Si tratta di Pietro Foglia, uno dei cinque candidati dell’Udc irpino – in appoggio alla coalizione di centrodestra che sostiene l’aspirante governatore Stefano Caldoro – per il rinnovo del Consiglio Regionale. Tra impressioni, posizioni e proposte per la Campania che ripartirà ad aprile, Foglia parla della sua campagna, quando siamo ormai alla metà del guado dell’importante contesa elettorale.

Foglia, lei è stato tra i primi candidati a lanciare la “sfida” a Palazzo Santa Lucia ed avrà avuto sicuramente molte occasioni di confronto con la collettività. Quali sono le istanze che ha visto giungere in queste settimane dall’elettorato?

“La fitta agenda elettorale, fatta di incontri quotidiani con persone, amici ed amministratori locali, mi ha permesso di registrare un’inequivocabile segnale: la gente vuole qualcosa di più. Sono in tanti ad essere preoccupati per gli effetti della crisi economica, che non sembrano ancora attenuarsi. In particolare c’è paura per la mancanza di lavoro, e non solo in Irpinia, ma anche in regione e in tutto il meridione. Bisogna dare una speranza ai tanti giovani costretti a partire, e non solo per provare a tutti i costi a frenare questo odioso trend, ma anche per alimentare le aspettative di poter tornare di chi è già stato costretto ad abbandonare la provincia. Poi c’è la forte richiesta di servizi più adeguati. I cittadini non chiedono l’impossibile, solo una maggiore attenzione ai problemi. Guardiamo agli indiscriminati tagli alla sanità in Alta Irpinia o ai rifiuti e all’acqua: qui si pagano tasse che non hanno nessun riscontro in altre realtà regionali, a fronte di servizi che lasciano davvero a desiderare”.

Cosa proporrà Foglia per il rilancio dell’Irpinia se dovesse essere eletto?

“Dobbiamo immaginare la ripresa in qui settori che sono i piloni portanti dell’economia, il primario, il secondario e il terziario. L’Irpinia deve puntare sull’agricoltura e sul turismo, ma anche sull’industria. La recessione economica, è risaputo, non può durare in eterno, bisogna quindi approfittare di questa fase per organizzarci in vista di tempi migliori. In particolare penso alle infrastrutture sul territorio. Quando la crisi sarà finita dovremmo essere pronti a riprendere la marcia dello sviluppo, sia convincendo il tessuto industriale preesistente a permanere in Irpinia, ma anche favorendo l’insediamento di nuove attività produttive. Investire in Irpinia è conveniente sotto il profilo dell’economicità, ma lo è molto meno sotto quello delle infrastrutture e dei servizi, ancora carenti. Questo è sicuramente un profilo sotto il quale bisognerà fare di più per essere più attrattivi”.

L’accordo tra Udc e Pdl è stato molto sofferto e discusso, anche al di fuori della Campania, basti pensare ad esempio al giudizio di Massimo D’Alema. Come vede Foglia la compattezza della coalizione?

“La nostra è un’intesa di programma. Certo, il percorso che ha portato all’accordo ha avuto le sue difficoltà, ma una volta raggiunto il patto la coalizione ha iniziato a lavorare in perfetta armonia. D’Alema, piuttosto, dovrebbe pensare al candidato alla presidenza del suo partito, un sindaco che a Salerno è stato eletto con i voti della destra, che anche in questa tornata chiede i voti della destra, e che ha scelto di competere senza sigle e simboli. Forse questi sono problemi ben più seri…”

A proposito di Vincenzo De Luca, perché scegliere Caldoro e non il candidato del centrosinistra?

“Lo ho già detto, De Luca è solo un ‘Masaniello’ che aizza le piazze, una specie di brutta copia di Berlusconi della sinistra. Nei suoi discorsi non ho ancora sentito nullo di nuovo sui programmi, ad eccezione della promessa di ‘deportazione’ degli attuali funzionari in regione. Caldoro, invece, è un moderato, con qualità professionali e politiche. Sa amministrare, come ha dimostrato nella sua esperienza di governo, dove come giovane socialista ha portato avanti importanti posizioni a sostegno del mezzogiorno. Conosce i problemi di questi territori e sa come affrontarli. La sensibilità mostrata verso l’idea di decentramento gestionale dalla Regione ai governi locali ne è già una lampante dimostrazione”.

L’appello di Foglia all’elettorato?

“Alla gente chiedo di diffidare dai proclami elettorali, nei quali sono tutti bravi, e di rivalutare con attenzione cosa propongono i candidati e cosa hanno fatto nella loro storia politica. Sulla base di questi elementi sapranno sicuramente scegliere con consapevolezza chi merita il proprio voto”.

Pietro Foglia ce la farà?

“Spero di si”.

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