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Regionali, De Luca: “Abolire le primarie vuol dire sciogliere il Pd”

Avellino – Vincenzo De Luca, in corsa alle primarie del Partito Democratico rassicura tutti: “Le primarie si faranno”. Il sindaco di Salerno non crede minimamente ad un ripensamento da parte dei massimi dirigenti nazionali democratici sulle Primarie in Campania, anche perché le stesse in altre parti dell’Italia si stanno svolgendo ed in una intervista rilasciata ad Irpinianews non le manda certamente a dire: “Nonostante i tentativi di creare confusione ed incertezza, invito tutti a non farsi distrarre da questa strategia. Le primarie si svolgeranno l’1 febbraio. In sostanza c’è chi teme il voto libero dei cittadini e che si possa scegliere un candidato libero, sganciato da logiche di potere e di correnti. Queste logiche sono frutto di apparati tutti interni ai partiti, sono concentrato sul programma e sul rapporto con i territori”.

Insisto col dire che non si faranno…
“Se arriva tale notizia vuol dire che il Partito Democratico si è sciolto, saremo derisi perché le primarie sono caratterizzanti e parte essenziale del nostro partito. Servono per non morire di burocratismi interni e di correntismo. Anche Renzi è stato eletto con questo metodo, sarebbe ridicolo non farlo con i nostri candidati. Sento dire di candidato condiviso. Una idiozia questa, anche quando fu scelto Renzi si confrontarono personalità e programmi, oggi c’è un clima sereno e tranquillo affinché i cittadini si pronuncino con le primarie”.

Primarie anche per i candidati in lista?
“Spetta alle federazioni provinciali decidere i nomi”

Ma De Luca si rivolge anche al centrodestra?
“Parlo a tutti i cittadini, di tutti gli orientamenti come ovvio che debba fare chi si candida, ma con due discriminanti: demarcazione netta nei confronti dei poteri criminali, nessun mercato politico, non si può governare avendo un ricatto quotidiano a cui far fronte. Mi presento con quello fatto, non con quello che ho detto. Sono grato a chi sostiene mia battaglia. Voglio dare un nuovo metodo di gestione. E’ l ultimo treno utile, se lo perdiamo, questa Regione scivolerà sempre più giù”

Poteva contrastare Caldoro tra i banchi dell’opposizione, tuttavia ha preferito dimettersi…
“L’unico rimorso è l’ aver rinunciato a 15mila euro al mese e al vitalizio. Non so quanti l’avrebbero fatto. C’erano tanti consiglieri fin troppi esperti per poter fare tutte le battaglie politiche in questo modo. La mia è stata una scelta politica, quella di continuare il percorso a capo dell’amministrazione a Salerno; poteva essere un esempio spendibile, di come si crea lavoro, si riqualifica il territorio, si programma su politiche sociali all’avanguardia. Posso parlare perché ho alle spalle quello che ho fatto. Non devo dimostrare altro…”

Questione Irpinia, come la mettiamo?
“E’ scomparsa dalla Regione per la disattenzione della Giunta Caldoro. La vera vergogna è la non funzionalità della funicolare di Montevergine. Voglio difendere le aree interne, non so quanti potrebbero farlo. Ha un patrimonio bacino imbrifero che viene invidiato da molti, basta andare a Caposele e guardare le sorgenti: da li si può partire per il turismo ambientale. Inoltre penso alle castagne, c’è stata l’aggressione del parassita e i responsabili della Regione non hanno fatto nulla. In Piemonte per una vicenda analoga c’è stata ben altra attenzione, ragionare su temi ambientali, evitando le trivellazioni. C’è bisogno di un grande progetto sull’ambiente per risollevare l’Irpinia, in primis la bonifica dell’area dell’ex Isochimica. In più si paga lo scotto della moltiplicazioni dei livelli istituzionali nel campo dei rifiuti, ma tutto ciò viene pagato dai cittadini. Immagino degli interventi nel settore della sanità e del trasporto, aree in piena sofferenza; e poi ancora sostegno ai poli industriali con interventi significativi, una strada di collegamento dall’Ufita all’autostrada e l’elettrificazione tra Avellino e Salerno con la possibilità di usufruire dell’ alta velocità in dieci minuti”.

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