Regionali – Alaia: “L’Irpinia deve riappropriarsi della sua dignità”

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Ha da subito aderito al partito di Francesco Pionati, Alleanza di Centro, e per esso è candidato al consiglio regionale in sostegno di Caldoro presidente. Ora è tempo di proposte e campagna elettorale per il Presidente del Consiglio Provinciale Vincenzo Alaia.

I sondaggi danno in vantaggio la coalizione di centrodestra e tra i vari candidati c’è molto ottimismo. Come cambierà la Regione in caso di vittoria del centrodestra?
“Credo che sarà una svolta decisiva per la Regione Campania: un vero cambio di marcia! La coalizione di centrodestra saprà lasciarsi alle spalle il degrado sociale e ambientale e il logoro sistema di potere in cui il centrosinistra ci ha fatto sprofondare. Miriamo a una gestione dinamica, efficiente, competitiva. Che punti sulla meritocrazia e sulla efficacia di una Politica non asservita al clientelarismo e alla salvaguardia di interessi di parte”.
Sono tanti gli impegni che gli aspiranti consiglieri stanno prendendo in questi giorni di campagna elettorale con i cittadini – elettori. Tante le questioni in campo la Fma, la Ocevi Sud e in generale la situazione occupazionale che vede l’Irpinia sull’orlo del baratro. In che modo un ente come la Regione può risolvere questi annosi problemi se, ovviamente, governata bene?
“La Politica e le Istituzioni possono e debbono fare la propria parte in questioni così prioritarie per il nostro territorio. Non dobbiamo limitarci ad offrire la nostra solidarietà ai lavoratori, ma cercare tutte le possibili vie di risoluzione per una causa che è tra le più essenziali dell’Irpinia: organizzare incontri e trattative con il Governo, rappresentanze aziendali e sindacali, smuovere ogni possibile tassello per ricostituire un tessuto sociale che l’emergenza lavoro rischia di far disgregare. Far sentire la propria voce a tutti i livelli. La voce di un’Irpinia che ha bisogno di riappropriarsi della propria dignità, dato che troppi anni di malgoverno regionale hanno penalizzato la nostra provincia. Il mio impegno è per una Regione che guardi al Futuro con meno diffidenza e maggiore serenità. Un messaggio di apertura fondato sulla volontà e la determinazione di una Politica fatta di concretezza e avvicinamento alle ragioni e ai bisogni di tutti. Lavoro, formazione, cultura: fornire una speranza ai giovani per costruire la Campania del domani. Fornire una speranza per la realizzazione di un futuro possibile”.
Prodotti tipici, piccole e medie imprese, artigianato. Lei che ruolo immagina per l’Irpinia nello scacchiere regionale? Quali sono gli obiettivi concreti da raggiungere?
“L’Irpinia è una terra viva, dalle molteplici risorse, che ha un ruolo nodale per lo sviluppo della Regione Campania: terra di “eccellenze” e di produzioni tipiche che hanno fatto conoscerla nel mondo. Come mai, mi chiedo, una realtà produttiva come la nostra, non ha mai decollato sulla scena internazionale? Forse perché un sistema napolicentrico era interessato a non farci crescere per alimentare ben altri canali di interesse? Io credo di si. E mi impegnerò affinché questo tentativo di adombramento rimanga solo un flebile ricordo di un passato amministrativo da dimenticare. Bisogna potenziare le realtà artigianali e delle piccole e medie imprese, andando a esemplificare l’iter burocratico di tante procedure cavillose, che spesso penalizzano e demotivano le aziende locali. Scommettere e potenziare sulla produttività di esse, consentendo anche una flessibilità lavorativa e di impiego, che dia garanzie e sostegno a chi vuole investire nell’imprenditorialità”.
Il Suo partito, Alleanza di Centro, ha subito qualche scossone in Provincia con la fuga di esponenti importanti verso l’allora Mpa di Iannaccone. Questo quanto peserà sul risultato elettorale di Adc?
“Non credo che le fughe in questione possano essere determinanti sul risultato elettorale dell’AdC. Non entro nel merito delle scelte perché ognuno è libero di agire come meglio crede, nel rispetto delle regole di democrazia. Ritengo piuttosto che uomini e donne di qualificata personalità siano – dopo le fughe – entrate a far parte di un partito che cresce e riceve sempre maggiori consensi: abbiamo candidature forti, competitive e capaci di raccogliere con determinazione la grande sfida delle Regionali. L’Alleanza di Centro raccoglierà molti più consensi di chi non ha – al contrario – alcuna forza elettorale sul territorio”.
Pionati ha criticato, e non poco, l’accordo con l’Udc di Casini e De Mita, eppure questo alla fine è andato in porto. Non crede che la presenza nel centro destra di tanti partiti che si professano di centro possa trasformarsi in una sterile conta interna? Dov’è finito il progetto di un grande centro unitario?
“In questo momento le polemiche non servono a nulla e a nessuno: bisogna lavorare per costruire le condizioni di una compagine coesa, che condivida in pieno idee e programmi di governo. La Politica deve riportare al centro della sua attenzione la condivisione e l’unitarietà di intenti, pur nel rispetto delle singole identità e delle differenze dei singoli partiti. Il presidente Caldoro è persona capace di costruire larghe e durature intese: ogni partito, se non si arrocca su sterili posizioni di potere, potrà poi contribuire e realizzare un grande centrodestra unitario, a modello di altri governi europei. Si deve costruire un progetto comune. Per governare. Non soltanto per vincere: questo è il messaggio che l’onorevole Pionati voleva veicolare. E il nostro impegno – e intendo dell’intera coalizione – deve essere quello di restituire alla Campania la dignità che merita. Per fare ciò dobbiamo costruire e consolidare alleanze sulla forza di idee propositive e innovative. E non solo sulla forza dei numeri: è una grande sfida per assumere il governo di una Regione che deve ritornare ad essere focale per l’economia del Mezzogiorno e per l’intera Politica italiana”.

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