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Referendum, Woodcock: Io, pm fuori dal coro, votero’ no per difendere la povera gente e i giovani magistrati

CAPOSELE- “Uno scenario inquietante” soprattutto per i giovani pubblici ministeri e per la povera gente. Sono le due preoccupazioni e il motivo per cui Henry Jhon Woodcock, magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, dirà no alla Riforma Nordio. Nonostante, come ha rappresentato chiudendo il suo intervento all’incontro organizzato ieri a Caposele dai Comitati per il No lui sia : ” un vecchio pubblico ministero piu’ o meno eretico, perche’ io non ho mai fatto parte di nessuna corrente, l’ Associazione Nazionale Magistrati non mi ha mai amato particolarmente, le pochissime domande che ho fatto non le guardano proprio, le buttano nella spazzatura, sono stato indagato, perquisito, interrogato. Non ho nessuna ragione di particolare affetto rispetto alla mia casta e alla mia categoria, pero’ penso ai cittadini, penso alla povera gente. Perche’ questa e’ la preoccupazione, bisogna pensare alla povera gente”. Partiamo dalla fine del suo lungo intervento in cui ha voluto fare anche la parte dell’ “avvocato del diavolo”, spiegando che e ‘ opportuno banalizzare “il meno possibile i problemi che pure ci sono, perché ce ne sono. In realtà, ascriverli tutti in qualche modo a qualche uscita sicuramente poco felice e poco opportuna di Nordio, mi permetto di dire che ridurrebbe tutto ad una visione un po’ “cabarettistica” della questione. Io vi dico che voterò no e lo farò in modo convinto, perché sono tendenzialmente favorevole alla separazione delle carriere, nel senso che ho sempre pensato che nel nostro assetto costituzionale sia compatibile con la divisione delle carriere e delle funzioni del pubblico ministero da quelle del giudice. Non certo per le ragioni per le quali questi signori hanno concepito, promosso, approvato questa riforma. Perche’ penso che per antica e consolidata formazione politico culturale che in uno stato sociale, lo Stato debba pensare prima di tutto ai più deboli. Cioè debba pensare prima di tutto a chi ha meno possibilità economiche e meno possibilità culturali. Mentre a mio avviso è un’ assoluta baggianata il fatto che il giudice possa sentirsi concretamente condizionato dal pubblico ministero, questo e’ smentito dalla statistica. E’ smentito dal numero e dalla percentuale di assoluzioni e dalla percentuale di decisioni difformi dalla richieste del pubblico ministero, ma perché ho sempre pensato che anche dal punto di vista dell’estetica giudiziaria ho sempre pensato che, quando l’imputato debole, entra in un’aula di udienza avvertendo quel senso di smarrimento che spesso ognuno di noi avverte quando entra in questi enormi ospedali, non sa in che piano debba andare, l’imputato non debba avere la sensazione che chi lo accusa e chi lo giudica appartengano alla stessa parrocchia. Proprio dal punto di vista estetico, questa idea di questo pubblico ministero potente, portentoso, che arriva con la polizia giudiziaria, i faldoni e che viene chiamato in udienza mentre tutti gli altri disgraziati aspettano. Penso che nell’amministrazione della Giustizia contino anche queste piccole cose. Punto”. Per Woodcock però: ” Questa non è la riforma sulla separazione delle carriere, perché di questo non importa niente a nessuno. Adesso, con tutto il rispetto per i miei tanti amici fraterni avvocati, gliene importa solo agli avvocati e ad alcuni avvocati penalisti che hanno preso un’idea e un progetto nobile, virtuoso, che io in parte condivido, concepito dal grande professore Frigo, che e stato presidente dell’Unione delle Camere Penali dal 98 al 2002, in un’epoca storica in cui le Camere Penali erano trasversali, non c’erano forme il collateralismo come ahimè e’ accaduto dopo. Quindi loro inseguono questa idea della separazione, anche con argomenti in qualche modo teneramente assurdi. Non so, uno ti dice: ti rendi conto che tu voti la separazione ma anche il sorteggio, vabbe’ quelli sono effetti collaterali. Ma l’effetto collaterale e’ quelllo che si usa per le morti dei civili durante i conflitti bellici. Qualcuno più colto dice che l’ Avvocatura da’ un appoggio esterno”. Ma cosa sarebbe l’appoggio esterno? si chiede il magistrato: ” E mi viene risposto: tu hai presente quando Turati diede l’appoggio esterno a De Gasperi? Guardo esterrefatto e dico: ma lo sai che sono appassionato di storia, Turati l’appoggio a De Gasperi lo diede per fare le leggi sul lavoro minorile, non su questa specie di ….Questa non è la legge sulla separazione delle carriere e sopratutto non ne discutiamo nel cortile della Corte Costituzionale o dell’Accademia dei Lincei, cioè la discussione e il dibattito su una legge così importante e così importantemente imposta, perché contiene già nella sua genesi un sovvertimento dei principi di diritto costituzionale. Perche’ in realtà questa è una legge uscita dalla stanza di Nordio o dell’ufficio Legislativo del Ministero, che sostanzialmente avrebbe pure potuto non passare per il Parlamento e volare proprio al quesito referendario, visto che non e stato modificato nulla”.
PERCHE’ NON SI PUO’ DIRE CHE NON E’ UNA QUESTIONE POLITICA
“Questa è una legge in cui l’intentio del legislatore non può passare in secondo piano, non si può dire che non e’ una questione politica”. Ha spiegato il magistrato: “Ma invece è una questione politica. Se esco da casa mia o dal mio ufficio e vedo il cartellone di un partito politico che scrive “Finalmente Si Cambia” come si fa a dire che non è una cosa politica? E come tale va analizzata, esaminata. Bisogna anche comprendere questi signori dove vogliono andare a parare. Devo dire che l’ipocrisia è l unica cosa che non hanno. Perche non so più come possano dirlo, ovvero: bisogna controllare i magistrati, più di dire alla Shlein che quando ci sarete voi converrà anche a voi, più di dire che dobbiamo andare tutti nella stessa direzione, ovvero magistrati, forze dell’ordine e governo. E più di dire quando accade un fatto di cronaca orribile e odioso come quello che e accaduto a Torino di imporre la contestazione del reato: questa volta che si scriva tentato omicidio e poi scatenare il putiferio quando hanno dato gli arresti domiciliari (non a quello che ha dato la martellata perché è ancora ignoto quello della martellata) . Questo per dirvi che la vicenda è politica. Lo è talmente tanto che io escludo, senza voler nulla togliere alle aspirazioni e alle ambizioni dei nostri colleghi, che la Meloni o Nordio se ne freghino delle valutazioni di professionalità mie o del collega De Chiara, o di chi diventa presidente del Tribunale di Avellino o Larino. E’ chiaro che la questione è un altra, strategica e riguarda la riduzione dell’indipendenza e autonomia della magistatura, anzi un aspirazione ad ampliare la propria capacità di ingerenza, una refettarieta’ e un insofferenza palese evidente rispetto a qualsiasi forma di controllo. Il desiderio di ridurre la magistratura e le nomine a quello che accade adesso per le Autorithy”.
IL SORTEGGIO: UN’ABERRAZIONE
” Quindi questo sorteggio che è un’ aberrazione, un aberrazione concettuale. Perche uno può tornare stasera a Napoli ed eleggere democraticamente l ammonisratore di condominio, oppure il caposcout o se vogliamo fare un esempio piu’ consono che gli avvocati possano eleggere il presidente e i consiglieri, che le Camere Penali possano eleggere i loro rappresentanti e che i magistrati debbano essere affidati a questa specie di lotteria di Capodanno e’ una cosa che ha poco senso. Devo dire che non ha neanche molto senso, partecipo con piacere ai contraddittori con i sostenitori del sì, quando si dice che quello non è un organo rappresentativo. Ma che c’entra che non e un organo di rappresentanza politico? E’ uno organo di rappresentanza di una categoria. Questo fa parte dei principi e del diritto ad una sana convivenza, che da ssmpre se ci sono dei gruppi di persone che si aggregano e che hanno interesse in comune per professione, per interesse economico o ludico, scelgono democraticamente i loro rappresentanti, questi vale anche per i boyscouts avere una rappresentanza. Quindi e’ assurdo che si possano sorseggiare perché non hanno una rappresentanza politica”.

BISOGNA FARE ANCHE AUTOCRITICA
“Bisogna fare anche autocritica, perché se uno discute soll sulle gaffes che fa Nordio, poi diventa molto pericoloso” spiega Woodcock: “Perche bisogna fare anche autocritica. La magistratura ha enormi responsabilità e non certo solo per la vicenda del caso Champagne (la famosa riunione del caso Palamara ndr) . Perche’ chi è magistrato, io da quasi 30 anni il collega che è più giovane da un po meno, sa bene che sono lottizzazate le nomine di magistrato segretario, quelle di membro della scuola superiore, lottizzata la nomina del vicesegretario della scuola superiore. Bisogna fare i conti anche con questo, altrimenti non si va da nessuna parte. Il sorteggio è democraticamente aberrante, perché è necessario il vincolo della rappresentanza ma bisogna trovare anche il modo di scongiurare questo osceno delirio spartitorio, di cui quello dell hotel Champagne (la vicenda Palamara) non è neanche l’esempio più grave, anzi, l’ esempio fulgido di quanto la politica abbia interesse ad intromettersi nei fatti della magistratura. E’ un precedente pericolosissimo”.
LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE: BASTAVA UNA LEGGE ORDINARIA
“Non sono un legislatore ma penso che per la separazione della carriere bastava fare una legge ordinaria incidendo sull elettorato passivo. Vuoi distinguere i pubblici ministeri dai giudici? Vuoi evitare che il pubblico ministero in Consiglio Giudiziario debba valutare il giudice e viceversa?”. Una soluzione c’era: “La soluzione è ancora più banale, ripeto, lo dico da artigiano di quasi tutto. Ora se tu riduci il numero dei consiglieri e in realtà bastano otto o nove magistrati togati, la divisione per collegi diviso per tremila magistrati. Non serve un politologo o uno statista per comprendere che se tu offri ad un collegio di 3200 persone la possibilità di eleggere tre persone, ovviamente il vincolo clientelare sfuma in maniera più evidente. Perche’ quando la cura è peggio del male e’ terribile. Io leggo la sofferenza di interventi illuminati come quello di Barbera, che e consapevole dell’incivilta’ del sorteggio e però ritiene che ormai non ci sia più possibilità di cura, serve la cicuta. Invece penso che abbiamo il dovere di provarci, perché altrimenti è finita per questi giovani colleghi che nascono già intimoriti. Adesso si potrebbe già fare un discorso a parte per la Scuola Superiore della Magistratura che è un’ altra cosa terribile, anche quella più o meno semilottizata, perché a questi poveretti la prima cosa che gli insegnano e’ il provvedimento disciplinare. Questi sono moniti, perché vedete, per chi non lo ha letto c’e’ un intervento intelligente, come al solito, che ha fatto il Procuratore Nazionale Antimafia sulla Riforma. Ha fatto un articolo molto dotto, che sono in grado di capire sette o otto persone in tutta Italia. Però ha scritto una cosa importante, cioè c’è un passaggio in cui si parla di condizionamento politico mediatico del magistrato. Pensate al giovane collega uditore con funzioni di Torino, che si trova di turno di prima nomina quando succede quello che e successo a Torino (aggressione ai poliziotti durante gli scontri ndr) in cui c’è il Presidente del Consiglio, non l’ultimo arrivato, che dice ad un certo punto: che sia questa volta tentato omicidio. Cioè non vi permettete di configurare delle lesioni aggravate, gravi o gravissime. Che sia! Ecco. E’ questo lo scenario piu’ inquietante che io ormai da vecchio pubblico ministero piu’ o meno eretico, perche’ io non ho mai fatto parte di nessuna corrente, l’ Associazione Nazionale Magistrati non mi ha mai amato particolarmente, le pochissime domande che ho fatto non le guardano proprio, sono stato indagato, perquisito, interrogato. Non ho nessuna ragione di particolare affetto rispetto alla mia casta e alla mia categoria, pero’ penso ai cittadini, penso alla povera gente. Perche’ questa e’ la preoccupazione, bisogna pensare alla povera gente”. Aerre

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