Referendum, Woodcock e Ciccone: vero obiettivo una magistratura addomesticata

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LAURO- “Sono tendenzialmente a favore della separazione delle carriere ma voterò no in modo convinto e finché avrò fiato spererò di convincere quante più persone a votare No, perche’ l’unica funzione di questo Referendum è addomesticare la Magistratura. Il modo per addomesticare e’ quello appunto di colpire l’organo di autogoverno della magistratura che e’ il Consiglio Superiore della Magistratura, quell’organo di rilevanza costituzionale che ha proprio il compito di garantire e di preservare l’autonomia ed indipendenza della magistratura stessa”. E’ quello che il pm antimafia Henry Jhon Woodcock ha spiegato ieri nel corso dell’incontro informativo sui Referendum organizzato dall’Azione Cattolica a Lauro, dove Woodcock ha rappresentato le ragioni del No insieme al segretario della Sottosezione di Avellino del Csm, il giudice Fabrizio Ciccone. Martedi’ prossimo ci sara’ anche un incontro per rappresentare le ragioni del Si con il presidente della Camera Penale irpina Gaetano Aufiero. Per il magistrato “colpire la composizione del Consiglio superiore della magistratura” serve a “minare alla base le due caratteristiche fondamentali della Magistratura stessa: l’autonomia dell’indipendenza”. Per Woodcock infatti “anche il famoso “uomo della strada” possa rendersi conto di quanto rimettere la composizione di un organo di rilevanza costituzionale alla riffa, al sorteggio, alla tombola, sia una cosa secondo me avvertita come una follia”. E ha spiegato:

“Io c’ho 30 anni di magistratura, ne devo fare altri 11. Non sono mai stato neanche particolarmente ben voluto dai miei colleghi che andate dall’associazione.
Non ho mai appartenuto a nessuna corrente particolare perché non è capitato.
Non c’è un pregiudizio, ma non è capitato.
È un impegno per i cittadini. È un impegno per i cittadini perché Guardate che noi con questo referendum ci giochiamo la democrazia”. E ha anche spiegato ad uno dei cittadini che ha chiesto come si potesse parlare di esecutivo e’ chiaramente percepibile da una serie di elementi legati al “meccanismo della formazione del Consiglio superiore alla magistratura attraverso il sistema del sorteggio, cioè attraverso il sistema dell’uno vale uno, cioè il sistema, secondo il quale ogni magistrato è in grado di andare al consiglio in quanto magistrato. La questione è quella dell’indebolimento del Consiglio superiore della Magistratura nella parte togata a discapito della parte politica. Conosco tanti amici chirurghi, alcuni dei quali diciamo davvero eccellenze, che lavorano in Italia all’estero: dei bisturi d’oro. Ora sono certo che quello stesso grande chirurgo, se un giorno solo facesse il dirigente di una ASL o il presidente dell’ Ordine dei Medici sarebbe in grado, diciamo appunto di farlo chiudere in pochi istanti perché? Perché è una sciocchezza il fatto che tutti i magistrati, che si prendono una laurea e vincono un concorso in Magistratura sono in grado di fare i consiglieri superiori. Perché una cosa è scrivere una sentenza, ci sono dei giudici che scrivono delle sentenze straordinarie, strepitose. Altra cosa è occuparsi di organizzazione, di amministrazione. Perché dico questo? Perché un Csm composto di togati presi a sorte, cioè di venti “peones” e invece di altri dieci componenti scelti e selezionati accuratamente dalla politica, sarà un Consiglio Superiore necessariamente succube della politica. Allora vedrete che non ci sarà più necessità di mettere il pubblico ministero sotto all’esecutivo. Quelllo della sottoposizione al Governo e’ un falso problema. Perché nel momento in cui tu politica ti impadronisci del Consiglio Superiore e nomini i capi degli uffici più forti e soprattutto il procuratore di Roma, tu non hai più bisogno di mettere, diciamo il PM sotto l’esecutivo perché tu avrai voglia dire dei capi degli uffici vicini, appunto alla politica”.

IL SEGRETARIO ANM CICCONE: INACCETTABILE DELEGITTIMAZIONE DELLA MAGISTRATURA
“L’idea è quella di una magistratura addomesticata” anche per il giudice Fabrizio Ciccone, segretario della Sottosezione di Avellino dell’Anm. Cioe’ di una magistratura “che deve seguire solo certi reati, quelli seriali, di strada, senza interferire con i grandi processi politici o i fenomeni criminali che riguardano i cosidetti “colletti bianchi. Ma questo è talmente evidente che sono gli stessi proponenti di questa riforma che alla fine lo sostengono”. Il magistrato ha ricordato come : “noi abbiamo vissuto epoche drammatiche, dopo Tangentopoli è scomparsa un’intera classe dirigente i partiti politici sono finiti. Sono emersi fenomeni di malcostume diffusi, che sono venuti alla luce grazie all’attività della magistratura. Ma scusate, dopo Tangentopoli, con i gravi fenomeni di degenerazione della vita pubblica, qualcuno ha mai pensato di eliminare i partiti politici? Nessuno. Perche nessuno pensa di espropriare i cittadini di un diritto fondamentale. Se i magistrati hanno sbagliato e nessuno mette in discussione che hanno sbagliato, esistono gli strumenti per rimuoverli e cacciarli. Chi usa la magistratura come un taxi per seguire carriere politiche o interessi diversi dall’esercizio della funzione deve essere accompagnato alla porta e messo fuori dalla magistratura. Ma l’idea che 9000 magistrati siano complici di un sistema corrotto, perché questo sostanzialmente viene detto quotidianamente dai mezzi di informazione, di un sistema corrotto e nefasto che nuoce agli interessi del Paese, questa è un’idea inaccettabile perché ormai da un anno a questa parte, ma in maniera più significativa da quando è iniziata questa campagna elettorale si sta assistendo ad una opera di delegittimazione costante, sistematica della magistratura, il cui obiettivo è chiaro:quello di convincere l’opinione pubblica che soltanto votando si approvando questa riforma la magistratura, finalmente recupererà la propria credibilità”.