ROMA- Un’ordinanza dell’Ufficio Centrale per il Referendum che “dichiara
legitima la richiesta, presentata il 28 gennaio 2026 da 546.343 elettori (le cui sottoscrizioni sono stata raccolte ad iniziativa dei promotori che depositarono in data 19 dicembre 2025 la richiesta prevista dall’art. 4 della I. n. 352 del 1970 e la cui validità, a seguito del loro deposito con la richiesta, è stata accertata a norma dell’art.9, secondo comma della stessa legge), di sottoporre a referendum ai
sensi dell’art. 138, secondo comma della Costituzione, la legge di revisione della Costituzione recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale di istituzione della Cortedisciplinare”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025″ e per la quale potrebbe ora slittare la data del Referendum sull’ordinamento giudiziario proposto dal Governo e oggetto del referendum confermativo già indetto, prima che si definisse il termine per la raccolta delle firme, il prossimo 22 e 23 marzo. La Cassazione ha dichiarato legittimo il nuovo quesito, ovvero, quello oggetto della richiesta di referendum ammessa con l’ordinamza. Il nuovo quesito sara’ dunque quello nei termini seguenti: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?”. La legittimità del nuovo quesito dovrebbe infatti determinare uno slittamento delle votazioni previste per il 22 e 23 marzo, nel caso non avvenisse, il Comitato che lo ha proposto potrebbe anche sollevare un conflitto di attribuzioni alla Corte Costituzionale.
Redazione Irpinia
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