MONTEFORTE IRPINO- “In compenso si spenderanno un sacco di soldi. Signori miei mettetevi la mano in tasca perché questa Riforma triplichera’ le spese. Perche’ aumenteranno i consiglieri del Csm, addirittura non sarà più sufficiente la sede, il famoso “Palazzo dei Marescialli”, perché sarà necessaria un’ altra sede e quindi un moltiplicare delle spese”. E’ cosi’ che il pm antimafia Henry Jhon Woodcock, oggi a Monteforte Irpino per un confronto organizzato nella sala consiliare di Palazzo Loffredo da “Laboratorio Civile”, ha voluto rappresentare uno dei punti critici e degli effetti dell’eventuale si alla riforma Nordio. I costi di due Csm e un’Alta Corte di Giustizia. Il confronto su “Giustizia è partecipazione”, promosso da Laboratorio Civile di Piercarmine Lombardi e Angelo Damiano. A confrontarsi con il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Felice Pier Carlo Iovino, professore associato di Diritto processuale penale presso l’Università di Salerno, che pur chiarendo che non e’ stato per scelta in questa campagna referendaria un “globtrotter” del Si’, ha spiegato di aver accettato l’invito di Piercarmine Lombardi, cultore della materia in Procedura penale presso l’Università di Salerno. A moderare il confronto il giornalista Angelo Damiano.
DON FABIO: ANDATE A VOTARE, NON DELEGARE LE SCELTE AD ALTRI
“L’ invito ad andare a votare per il referendum” lo ha chiesto alla platea Don Fabio, il parroco di Monteforte Irpino ha accolto la richiesta di dare un contributo di saluto al confronto. E ai presenti ha ricordato quanto sia importante votare: “lasciare che gli altri decidano per noi completamente l e’ la negazione di tutto ciò che siamo come cittadini. Vi invito come guida spirituale a prendere in mano le vostre scelte e andae a votare per un si o per un no”. Una relazione sul significato anche per la comunità di questo confronto. Perche’ “non esiste una giustizia giusta senza la partecipazione dei cittadini, creare un confronto serio e uno spazio della vita pubblica. La scelte di votare non e’ dettata dalla pigrizia ma dalla disaffezione” per cui questi momenti di confronto servono proprio a sconfiggere questa disaffezione. Due ore di confronto serrato ma sempre corretto quello che e’ andato avanti nella sala consiliare di Monteforte Irpino.
IOVINO: LA DEMOCRAZIA RESTA SOLIDA CHE VINCA IL SI’ O MENO
“Non saremo più democratici o meno democratici, qualunque sia il risultato del voto”, rispetto ai dubbi sugli effetti della eventuale vittoria del Si’ alla Riforma Felice Pier Carlo Iovino, professore associato di Diritto processuale penale presso l’Università di Salerno, ha così rassicurato la platea e lo stesso Woodcock. “Stiamo parlando di sfumature e di dettagli, la democrazia italiana è solida e non succederà nulla se vinca il si o il no. La legge lo prevede e il Governo non si e’ inventato nulla. La verità è un altra:
Nel 1991 la politica è arretrata e la magistratura è avanzata, occupando spazi che non gli competevano. Il Governo non sta facendo altro che occupare gli spazi che sono stati occupati dalla magistratura”. In apertura del suo intervento il docente universitario ha evidenziato come: “Il contesto è un poco scivolato, quello che riguardava il referendum si è incattivito. Si e’ passati ad una lotta tra guelfi e ghibellini. Sento ogni giorno parlare di cose che sia da una parte che dall altta non c’entrano nulla con il referendum”.
WOODCOCK: ECCO PERCHE’ MI SONO ESPOSTO IN QUESTA CAMPAGNA REFERENDARIA
“Questa Riforma non farà diventare più simpatici i magistrati, che non possono e non devono essere simpatici. Perche’ nel processo penale il pubblico ministero e’ chiamato a fare indagini ed inquisire la gente. Può mai essere simpatico uno che inquisitore? No. Il giudice e’ chiamato a condannare o assolvere, preferibilmente ci auguriamo tutti ad assolvere. Però scontentera’ sempre qualcuno. Se assolve farà scontenta la parte offesa, se condanna farà scontenta la parte imputata. Ancora peggio il processo civile, dove qualcuno ha torto e qualcuno ha ragione. Quindi il magistrato è sempre così, non può diventare simpatico con nessuna riforma”. E’ uno dei passaggi del pm antimafia Woodcock, che in particolare ha tenuto a ribadire come: “questa Riforma con la separazione delle carriere non c’entra nulla. All’università si studia la ratio legislationis o legislatoris, cioè questi dove vogliono andare a parare. In buona sostanza: cosa hanno in mente questi signori. Questi signori, mi assumo la responsabilità di quello che sto per affermare, della separazione delle carriere dei pubblici ministeri e dei giudici non gliene importa nulla. E c’e’ una considerazione ovvia, banale. Perche’ se gli fosse importato della sacrosanta separazione delle carriere, lo avrebbero fatto con una legge ordinaria”.
Referendum, il pm antimafia Woodcock: la Riforma triplichera’ soltanto le spese
