La seconda rilevazione della giornata per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia segna una netta accelerazione della partecipazione. Alle ore 19:00, l’affluenza media in Italia si attesta su un solido 38%.
Il dato locale: Irpinia e Capoluogo
Il Mezzogiorno continua a far registrare numeri leggermente inferiori rispetto alla media del Paese, pur mostrando una crescita rispetto al mattino. In Campania ha votato il 30% degli aventi diritto, un dato che trova riscontro quasi identico in provincia di Avellino, dove l’affluenza in Irpinia si ferma al 31%.
Il vero “caso” territoriale è rappresentato da Avellino città: nel capoluogo la partecipazione è sensibilmente più alta rispetto al resto della provincia, toccando il 37% e portandosi, di fatto, in linea con il trend nazionale.
La posta in gioco: la riforma Meloni-Nordio
Al centro della consultazione i cittadini trovano la legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. La riforma punta a modificare l’assetto della magistratura e i procedimenti disciplinari.
Le opzioni sulla scheda sono due:
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Barrare il SÌ: per confermare definitivamente la riforma.
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Barrare il NO: per respingere le modifiche e mantenere l’attuale ordinamento.
Perché ogni voto conta: l’assenza del quorum
È opportuno ribadire che per questa tipologia di consultazione (referendum costituzionale confermativo) non è previsto il quorum. A differenza dei referendum abrogativi, dove è necessario che voti il 50%+1 degli elettori affinché il responso sia valido, oggi il risultato sarà efficace indipendentemente dal numero dei votanti. A decidere l’esito finale — e dunque il destino della riforma della giustizia — sarà esclusivamente il conteggio dei voti validi espressi entro la chiusura dei seggi.
