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Referendum, Ciccone (Anm): in atto gravissima delegittimazione della Magistratura

CERVINARA- “La riposta dei cittadini deve essere un severo no da parte dei cittadini a questa riforma che è pericolosa, ha previsto un caos istituzionale, una riforma che ha previsto un secondo tempo che io preferisco non vivere”. Il giudice Fabrizio Ciccone, segretario della Sottosezione dell’Associazione Nazionale Magistrati di Avellino ha chiuso cosi’ il suo intervento nella Sala della Cultura di Cervinara, dove ieri sera il Comitato per il No di Cervinara ha organizzato un incontro con l’introduzione affidata ad una relazione dell’avvocato Mario Picca, e gli interventi al presidente della Sezione Penale della Corte di Appello di Salerno Giovanna Clemente, al Procuratore Generale ff di Salerno Elia Taddeo e al giudice Fabrizio Ciccone. Proprio l’esponente del Csm ha ricordato che “il famoso appiattimento tra giudice e pubblico ministero e’ in realtà una fake news. Ricordate che all’inizio i sostenitori del Si’ dicevano: non, ma i giudici sono appiattiti sui pubblici ministeri e bisogna separare le carriere perché appartenendo alla stessa carriera, allo stesso Ordine, allo stesso Csm, si influenzano vicendevolmente. Poi si e’ detto: attenzione, la percentuale di assoluzioni supera il numero delle domande e forse non c’è questo appiattimento. Allora si è spostato sulla fase delle indagini preliminari. Anche in questo caso dicendo che nella fase delle indagini preliminari i giudici sono appiattiti sui pubblici ministeri e si sono fatti esempi bislacchi come le richieste di intercettazione che non centrano nulla con questa Riforma. L’ introduzione dell’ avvocato Picca ha offerto un panorama chiarissimo delle ragioni che devono indurre i cittadini a votare No. Lui e’ partito da una questione di fondo: la difesa della Costituzione e’ un interesse di tutti e non della difesa della Magistratura. Ma la difesa della separazione dei poteri”. Ciccone ha stigmatizzato la continua delegittimazione della Magistratura messa in atto nelle ultime settimane: “Perche’ purtroppo negli ultimi mesi e soprattutto negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una campagna di delegittimazione gravissima nei confronti della magistratura. Qualsiasi decisione, non solo attuale ma anche di trenta o quaranta anni fa e’ diventata l’occasione per strumentalizzare la campagna referendaria per indurre i cittadini a pensare che soltanto votando si si potrà cambiare la Giustizia, potra’ renderla più efficiente. Però devono mettersi d’ accordo. Perche un giorno dicono che questa Riforma non c’entra niente con l’ efficienza della Giustizia, il giorno dopo dicono il contrario. Il ministro Nordio aveva detto che i casi di cronaca giudiziaria non c’entrano niente con questa Riforma. Poi ieri ha detto che con questa riforma non ci saranno più casi Garlasco, perché il Codice di Procedura Penale sarà cambiato. Ma stiamo votando il Codice di Procedura Penale o sulla modifica di sette articoli della Costituzione. Su questo devono essere chiari, perché i cittadini non possono essere presi in giro. Come non possono essere presi in giro nel momento in cui si dice che questo referendum servirà ad evitare gli errori giudiziari”. Quale sia il fine della Riforma per Ciccone pare piuttosto evidente: “Questo uno degli argomenti per convincere soprattutto gli elettori in buona fede che la Riforma sia la panacea per tutti i mali. Ma veramente ci sono persone con un minimo di intelligenza che possono pensare che riformando la Costituzione non ci saranno più errori giudiziari? Ci sono persone così ingenue o in malafede, ovvero che vogliono carpire il consenso per arrivare a qualcos altro. Questo secondo tempo è ormai chiaro a tutti. Questa Riforma sottende ad un fine molto chiaro che e’ quello di indebolimento e annichilimento della Magistratura. La magistratura che viene trasformata da strumento di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla Legge da strumento di tutela dei ceti più forti. Questa non può essere considerata una suggestione o una mistificazione. Nel momento in cui si dice che la magistratura deve essere eliminata perché è un plotone di esecuzione non è una battuta uscita per caso ma risponde ad una precisa volontà: rendere la magistratura più timorosa nei confronti di chi detiene il potere politico. Lo strumento sarà quello della Alta Corte Disciplinare. Questo nome che sembra rimandare ad un’ Autirita’ Suprema. Questo giudice speciale che è incostituzionale, non ce nessun dubbio perché è in contrasto con le previsioni della Costituzione, la cui composizione e mista”.

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