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Referendum, Bianco in città per il Si’: calma e rispetto per chi la pensa diversamente

AVELLINO- “Voglio rivolgere un appello. Un appello a tutti, in particolare a chi ha responsabilità istituzionali. E’ prevista dalla Costituzione la possibilità che una legge o una norma possa essere confermata oppure respinta dal voto dei cittadini. Quindi manteniamo la calma e il rispetto verso chi la pensa diversamente”. L’appello del presidente dei Liberal del Partito Democratico Enzo Bianco, che oggi ha partecipato all’iniziativa del Comitato “Si Separa” al Circolo della Stampa, per discutere sulle ragioni del Si al Referendum del 22 e 23 marzo sulla Riforma dell’ordinamento giudiziario.
Questa non è un’elezione politica: non stiamo scegliendo il partito o la coalizione che governerà il Paese. Stiamo scegliendo se mantenere oppure no una riforma della giustizia, sul funzionamento della giustizia, che è stata approvata con una legge. Si tratta di decidere se i pro prevalgono sui contro. Io vengo dal Partito Democratico, di cui sono uno dei fondatori. Il PD, nella sua maggioranza, ha una posizione contraria; io invece sono favorevole. Sono venuto qui per invitare i cittadini, primo, ad andare a votare; secondo, a restare sul merito: riforma della giustizia sì oppure no. Valutare se i pro o i contro di questa riforma funzionano oppure no. Ecco la ragione per cui sono qui: invitare a votare e a votare sì”. E quali sono le ragioni del Si lo ha voluto rimarcare lo stesso Bianco:
Perché la magistratura oggi nel nostro Paese non funziona bene. Mi pare sostanzialmente evidente. Ognuno di noi potrebbe raccontare molte vicende, anche personali. In questi giorni sono stato finalmente assolto da un processo durato sette anni, e ne ho avuto notizia dalla stampa: non mi era arrivata alcuna comunicazione. E come me, tantissime altre persone. Troppo frequentemente si verificano reati, soprattutto contro le donne, commessi da persone che ne avevano già commessi pochi giorni prima e che si trovano impunemente in libertà. C’è bisogno di una riforma della giustizia: separare le carriere e ridurre lo strapotere che oggi esiste all’interno della magistratura, in particolare quello delle correnti, che spesso non aiutano a trovare soluzioni. Ecco perché persino il sorteggio, che non è certo il massimo dal punto di vista della razionalità funzionale, può risultare preferibile rispetto alla degenerazione del ruolo delle correnti”.
Ma qual è il nesso tra l’imputabilità e il referendum? Che cosa cambierà il 24 marzo, se passa il sì, rispetto a queste problematiche? “Ci sono modifiche importanti nella Costituzione e nella legge sull’ordinamento giudiziario. Si prevede la separazione delle carriere dei magistrati requirenti e giudicanti, che svolgono funzioni diverse e che devono restare distinte. La possibilità di passare da una funzione all’altra può creare problemi.Un altro aspetto riguarda il funzionamento degli organi di autogoverno della magistratura, che rispetto profondamente ma che probabilmente hanno bisogno di regole più chiare e di maggiori separazioni”
Ma qual è il beneficio concreto sul funzionamento della giustizia? rispetto al ragionamento che aveva appena proposto? “Se si riduce la degenerazione delle correnti e si migliora l’organizzazione- ha detto il presidente di Liberal Pd- la magistratura può funzionare meglio. I processi potrebbero durare meno, si potrebbe organizzare il sistema in modo più efficiente. La condizione attuale della giustizia impone di intervenire. Questa riforma non basta, ne sono convinto: probabilmente va migliorata e bisognerà fare molte altre cose. Ma bisogna cominciare. E penso che sia molto importante che la giustizia funzioni nel modo migliore possibile.Per adesso concentriamoci su questo tema. Il mio invito ai cittadini è uno: andate a votare. Scegliete sì, scegliete no, ma andate a votare. Non lasciate che siano pochi a decidere per tutti”. Venendo al djbattito nel Partito Democratico, Bianco ha voluto evidenziare come : “Naturalmente sì, nel PD c’è un confronto normale e civile, che proseguirà. Esiste una componente riformista che, su alcuni aspetti, vorrebbe cambiare linea rispetto a quella della segretaria Schlein. Affronteremo serenamente questo confronto e poi decideremo il da farsi”. Qualora vincesse il sì, ritiene che la segretaria dovrebbe trarne delle conseguenze politiche? “Come ho detto all’inizio-ha spiegato Bianco- questa non è un’elezione politica. Non stiamo votando per un partito, ma per un referendum. La Schlein ha preso una posizione che non è la mia, ma la rispetto. Corrisponde alla posizione di molti nel PD. Io farò opposizione alla segretaria sulle cose su cui non sono d’accordo e la sosterrò su quelle su cui condivido la linea”.

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