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Referendum, Airoma e le ragioni del Si’ spiegate al suo barbiere

CAMPANIA- “In fin dei conti, mi chiedo (mentre osservo Ciro che con cura termina la sua opera), cos’è la cultura della giurisdizione senza vera terzietà? Rischia davvero di essere un simulacro e forse un alibi dietro il quale ostinarsi a conservare un sistema e delle regole del gioco che non fanno più parte della nostra mentalità, e che anzi corrono il rischio di tenerci separati davvero, ma dal buon senso e dal reale”. Il Ciro in questione è il barbiere dell’ex Procuratore della Repubblica di Avellino Domenico Airoma, attualmente alla guida della Procura di Napoli Nord, che dalla pagina del Centro Studi Livatino, ha spiegato come se lo facesse al suo barbiere (Ciro) perché è necessario votare Sì al referendum di domenica prossima. Chiudendo cosi’ il contributo (che troverete integralmente sulla pagine del Centro Studi Livatino) “Ed allora liberiamoci di qualcosa, questa unicità delle carriere, che non aggiunge nulla alla qualità della risposta di giustizia e priva tutti di una salutare cintura di protezione.  “Hai ragione, caro Ciro. Così come aveva ragione il buon Livatino”. “Il giudice ragazzino, il santo!” Esclama il nostro. “Proprio lui. Che ci ricordava che la giustizia non è un affare di pochi magistrati, ma di tutti quanti noi”. Aerre

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