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“Voglio ricordare che le parole pronunciate da Benedetto XVI all’Angelus sul tema lavoro – continua Villani – sono dirette a tutti. Nessuno può strumentalizzarle, ne affermare che la colpa sia degli altri. Occorre invece un impegno comune per far convergere le affermazioni di generale apprezzamento per l’appello del Santo Padre per la difesa del lavoro, specialmente nelle nostre zone che sono aree difficili. Quindi chiedo ai vertici dell’azienda di reintegrare i due lavoratori e di riportare serenità in quei nuclei familiari”.
La Giunta Villani nei giorni scorsi era intervenuta anche sulla questione FMA deliberando un documento di sostegno alla lotta dei lavoratori dello stabilimento di Pratola Serra e partecipando alla manifestazione a Roma. “La questione del lavoro nel Mezzogiorno è la più importante per il futuro dell’intero Paese – continua Villani – Specie in questo periodo, in cui l’Italia deve recuperare il gap di produzione perso nella crisi, e poi auspicabilmente ripartire ad un passo più veloce di quello dell’ultimo decennio. Un forte incremento dell’occupazione regolare nel Mezzogiorno, verso i tassi di occupazione del CentroNord, farebbe crescere sostanzialmente i livelli di reddito e produzione; determinerebbe un gettito fiscale aggiuntivo per la finanza pubblica; contribuirebbe alle entrate previdenziali. Si tratterebbe principalmente di nuovi occupati giovani e donne; da questo punto di vista contribuirebbe a ridurre i gap di genere e di generazione che caratterizzano la società italiana. Vi è un solo, fondamentale problema: la questione del lavoro nel Mezzogiorno è del tutto assente dall’agenda politica del Paese. Di tutto si discute nel nostro Paese tranne che dello sviluppo del Mezzogiorno. O, meglio, se ne discute solo mediante iniziative fumose e assai discutibili. Ci vuole invece un azione forte che parta dal governo regionale. Perché e difficile sviluppare un sistema di impresa e di auto imprenditorialità più vivace e competitivo, in grado di potenziare la domanda di lavoro nel Mezzogiorno, senza migliorare fortemente e significativamente l’ambiente nel quale le imprese dovranno operare”.