Rapporto Economia tra treno della ripresa e ‘numero di scoraggiati’

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Avellino – L’Irpinia corre il serio rischio di “non riuscire a prendere il treno della ripresa”: l’allarme lanciato questa mattina dal presidente della Camera di Commercio Costantino Capone è stato accolto da una platea attenta e ‘critica’ rispetto ai feroci colpi che la crisi internazionale ha inferto sull’economia irpina in fase di recessione.
Alla presentazione del Rapporto erano presenti, al fianco di Capone, il presidente della Provincia Cosimo Sibilia, e i professori Paolo Stampacchia e Massimo Lo Cicero. Al tavolo anche Silvio Sarno, presidente di Confindustria Avellino, Mario Melchionna, segretario generale Cisl, Costantino Vassiliadis, segretario generale Ugl, Lucio Fierro, il presidente Corecom Gianni Festa.
I dati dell’ente camerale illustrati da Capone non hanno lasciato presagire nulla di positivo neanche per il 2010, anno in cui, secondo il presidente, “le cose non andranno meglio e molte difficoltà lasceranno il segno”.
Basti pensare al tasso di occupazione che nel 2009 in provincia è pari al 49,5% con un numero di occupati pari a 145mila e una diminuzione del 4,1% rispetto all’anno precedente.
Aumenta il precariato che fa registrare in Irpinia un tasso del 15,1% – relativo agli occupati per meno di 10 ore settimanali (il più alto in regione) – e del 65,3% per gli occupati per più di 30 ore settimanali.
E non va meglio quando si apre il capitolo ‘cassa integrazione’: nel solo primo trimestre 2010 in provincia sono state autorizzate 2.020.000 ore di Cig di cui 847mila ordinarie e 1173mila straordinarie. Rispetto allo stesso periodo del 2009 l’aumento è del +80% dovuto soprattutto alla crisi delle grandi industrie del settore automotive.
Ciò che più ha colpito la platea, probabilmente già pronta a dati desolanti, è stato un nuovo ‘capitolo’ entrato prepotentemente all’interno del rapporto: ‘il numero degli scoraggiati’, strettamente collegato all’occupazione, o forse in casi del genere è più appropriato parlare di disoccupazione. Nonostante la flessione degli occupati, diminuisce il tasso di disoccupazione per due motivi: si riduce molto il numero di chi cerca lavoro per effetto dello scoraggiamento nella possibilità di trovare un posto di lavoro; diminuisce inoltre il numero delle persone attive a causa dell’invecchiamento della popolazione. “Dati gravissimi” li ha definiti Capone che ha sollecitato i soggetti competenti a fornire ai giovani input in grado di continuare a mantenerli a stretto contatto col mondo del lavoro. “Inventare” qualcosa, pianificare progetti concreti e stimoli effettivi anche per impedire la fuga di cervelli e sfruttare in modo adeguato competenze specifiche.
Non si è certo meravigliato quindi dei ‘numeri da capogiro’ Cosimo Sibilia che ha sottolineato come la Provincia stia cercando di dare, in sinergia con enti ed associazioni, una soluzione i problemi. A tal proposito l’esempio del finanziamento di Palazzo Caracciolo che “non voleva essere un intervento risolutivo – ha chiarito – ma un modo per dimostrare un segnale di vicinanza”. In particolare ai lavoratori della Fma su cui, ha precisato, “abbiamo ottenuto rassicurazioni ma ancora nessuna certezza”.

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