Rapporto deficit-pil al 9,3%: Italia in affanno in avvio di 2009

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Con un incremento delle uscite pari al 4,6 percentuale e con la simultanea riduzione delle entrate – del 2,8 per cento – i conti statali registrano nel primo trimestre del 2009 un rapporto tra deficit e pil al 9,3 per cento. Si tratta, stando alle serie statistiche diramate annualmente dall’Istat, del trend più negativo dell’ultimo decennio, con un aumento, rispetto al dato corrispondente del 2008, di quasi quattro punti.
Il deficit, o disavanzo, indica la parte di spesa pubblica in esubero rispetto alla copertura economica garantita dalle voci in attivo del conto economico, e quindi rappresenta risparmio pubblico negativo, con le passività superiori alle entrate. Sempre dall’esame delle indagini Istat però, emerge anche che la tendenza generale è quella di una forbice disavanzo-pil più ampia soprattutto nei primi mesi dell’anno. Forbice destinata a ridursi poi nel corso del periodo successivo attraverso le decisioni governative adottate in materia di politica economica.
Nel dettaglio il rapporto delle entrate sul pil è stato pari al 49,2% rispetto al 45,6% del 2008. Per quanto riguarda le uscite, si è passati invece da una proporzione del 39,8% ad una del 39,9%. Significativo anche il dato sull’ammontare dell’indebitamento della Pubblica Amministrazione, che ha sforato i 34 miliardi di euro, con una crescita di 13,2 miliardi nell’arco dei dodici mesi di riferimento.
I dati Istat resi noti, suscettibili in ogni caso di aggiustamenti dovuti al diverso metodo di calcolo della stima annuale sui parametri di Maastricht, restituiscono nel complesso un’Italia ancora lontana da quel rapporto in pareggio fissato dall’Ue per i paesi membri entro il 2011.

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