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Rapporto Arpac: Sabato più inquinato, Pm10 in eccesso ad Arcella

La descrizione tecnica del Piano di monitoraggio ambientale della Valle del Sabato è stata affidata al Direttore Arpac, Cosimo Barbato. Che ha sintetizzato obiettivo, metodologia e risultati: “A distanza di due anni dal precedente lavoro – spiega – è nata la necessità di valutare nell’area della Valle del Sabato, già studiata, lo stato delle matrici ambientali”. La prima attività ha consentito l’acquisizione di informazioni preliminari relative alle matrici ambientali indagate nei comuni di Avellino, Atripalda, Manocalzati, Montefredane, Prata P U, Pratola Serra, evidenziando “uno stato ambientale caratterizzato da una contaminazione diffusa dei suoli”, continua Barbato. La nuova attività di monitoraggio è stata svolta sulla base della proposta presentata all’Amministrazione Provinciale approvata con determina dirigenziale n. 4456 del 26 luglio 2006. Quattro le postazioni scelte: Comune di Montefredane (località Arcella/S. Lucia); Comune di Prata P U ai confini con il comune di Montefredane (zona industriale Asi); Comune di Avellino, località Pianodardine; Comune di Manocalzati, area Pip e ambito urbano. Durata del campionamento: dai 10 ai 20 giorni per sito con stazione mobile.
Ed ecco le sintesi dei principali risultati divisi per settori. Acque Superficiali: si evince un peggioramento rispetto al 2005 della qualità delle acque del Sabato. I risultati analitici evidenziano in tutti i punti monitorati del fiume valori di ammoniaca totale superiore ai limiti. Concentrazioni superiori nel punto di prelievo in località Stretto di Barba del Comune di Chianche relativamente al Bod e nel punto di campionamento a monte della confluenza del Torrente Erte e del depuratore comprensoriale a Manocalzati. “Si anticipa – dichiara Barbato – che sono deludenti anche i risultati dei 119 depuratori indagati in tutta la provincia. Occorre un maggiore controllo degli impianti e degli scarichi abusivi sia di natura civile che industriale”. Acque sotterranee: valori sovrapponibili a quelli precedenti, eccetto che per il ferro. In tutti i pozzi il parametro è da 3 a 10 volte superiore. Aria: l’unica più evidente eccezione è quella del Pm10 che vede la condizione di maggiore compromissione nella località Arcella, Comune di Montefredane (sette superamenti in dodici giorni di monitoraggio). C’è però da rilevare che essendo il sito 1 sede di un discreto insediamento residenziale, c’è maggiore esposizione anche al traffico veicolare e ai camini delle case. Di qui la necessità di “uno sguardo più attento”. Suolo: con riferimento alla località Civita di Atripalda, unico punto di campionamento in comune con il monitoraggio 2005, si osserva una analogia dei valori registrati nel precedente monitoraggio e dunque la conferma di sito più contaminato (esclusi pcb che risultano n. r.). Emerge poi uno stato ambientale dei luoghi caratterizzato da un modesto inquinamento dei suoli per la presenza di alcuni metalli Be, Cu, Sn superiori di poco alla concentrazione ragionevolmente attribuite alle attività antropiche locali. Dati: “Precisi, puntuali e scientificamente validi”, è il commento di Barbato, che indica anche la strada del ‘dopo’ indagine: “E’ necessario individuare con l’amministrazione provinciale e il Comune le varie sorgenti impattanti prima di risanare l’inquinamento”.

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