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Il 3 giugno, dopo il colpo alla sala di Ubersetto, erano stati arrestati in due: Federico Aravecchia, 31enne di Sassuolo, e Alfred Plepci, albanese 26enne residente a Sassuolo, poi rilasciato.
A incastrare l’irpino l’auto (usata nella fuga dall’ultimo colpo), così come in altri colpi, riconosciuta da un testimone e di cui già si conosceva una parte della targa. La quadratura del cerchio, che ha permesso di arrestare l’intera banda, è arrivata dai tabulati telefonici: ogni colpo era anticipato da un fitto sentirsi tra i tre. Intanto le indagini continuano: non è infatti escluso possano essere i responsabili di altri colpi, in particolare due accaduti a Sassuolo, e portati a termine con le stesse modalità.