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In generale le passività passano da 61,8 miliardi di euro al primo gennaio 2007 a 58,3 miliardi di euro nel 2008. La riduzione, pari allo 0,3 per cento del Pil, è dovuto soprattutto alla diminuzione del volume dei nuovi mutui, mentre aumenta lo stock dei prestiti obbligazionari che, nello stesso periodo, è passato da 9 a 10,5 miliardi di euro, con una crescita di decimo di punto rispetto al Pil.
I Comuni capoluogo e quelli di piccole dimensioni si confermano come le classi sulle quali gravano le maggiori quote di indebitamento. L’esposizione delle Città capoluogo, infatti, si attesta sugli 11mila milioni circa, pari al 25,8 per cento della esposizione debitoria complessiva, e quella dei Comuni di piccole dimensioni raggiunge i 19mila milioni, pari al 42,4 per cento. Della esposizione complessiva, l’82 per cento è l’ammontare del debito che gli Enti locali hanno contratto a tutto il 2007 con la Cassa Depositi e Prestiti per il finanziamento dei loro investimenti.
Rispetto al debito pro capite emerge che la classifica è guidata dagli enti locali del Trentino Alto Adige, con una media di 1.316 euro per abitante.