Avellino – Se la Giustizia ha fatto il suo corso lo si deve al coraggio di un imprenditore di Prata Principato Ultra che ha denunciato ai Carabinieri di essere sotto la pressione di un estorsore. Tutto ciò è accaduto il mese scorso, dopo l’ennesima minaccia. Ciro Iandolo, 37enne di Avellino titolare di un’impresa di movimento terra vicino al Clan Genovese, si è portato a Pianodardine dove l’imprenditore di Prata sta realizzando un capannone per chiedergli un ‘regalo’. Non trovandolo, ha puntato la pistola contro il responsabile degli operai, e gli ha lasciato un biglietto con un numero di telefono cellulare da consegnare all’imprenditore. E così ha fatto. Dopo poco l’appaltatore ha composto quel numero di telefono al quale ha risposto proprio il 37enne. Immediatamente gli è stata chiesta un’ingente somma di denaro: un ‘regalo’ per poter proseguire nell’attività. L’imprenditore non ha perso tempo ed invece di cedere alla minaccia si è rivolto ai Carabinieri. Il Maggiore Francesco Merone ha predisposto una specifica operazione: trenta giorni circa di appostamenti, intercettazioni ambientali e telefoniche ma anche di filmati. Un’operazione coordinata dall’Arma su disposizione del Sostituto Procuratore Troncone della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. A conclusione delle indagini, il Pm ha richiesto al Gip l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 37enne. Immediatamente è scattato il blitz: Ciro Iandolo è stato fermato dai Carabinieri in aperta campagna al confine con i comuni di Summonte ed Ospedaletto: l’uomo stava caricando su di un camion un escavatore. Ammanettato, dopo l’espletamento delle procedure di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di Bellizzi Irpino: deve rispondere delle accuse di estorsione aggravata e di associazione a delinquere.