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Sono intervenuti all’evento la senatrice Angela Saggese, l’on. Pasquale Viespoli, il Prof. Paolo Ricci, la presidente Giovani Confindustria Campania Nunzia Petrosino e la giornalista Francesca Fasolino.
Ad avviare il ragionamento ci ha pensato l’ex assessore al Piano Strategico che ha relazionato su una serie di dati internazionali in merito alla presenza femminile nel mondo economico. Dati sconfortanti per l’Italia che non può di certo vantare una buona posizione, resta infatti ferma all’ottantesimo posto, un trend negativo quindi rispetto al 2010 e il 2011.
Sulla battaglia delle quota rosa in Parlamento si è invece espressa la senatrice Angela Saggese che ha rivendicato il diritto delle donne di far parte della vita politica a pieno titolo: “Siamo al banco di prova per capire a che punto è la parità nel nostro Paese – ha dichiarato – È significativo che il documento per la rappresentanza di genere sia stato sottoscritto da circa 90 deputate di forze politiche differenti e da molte senatrici che sostengono la maggioranza, adesso mi giunge voce che anche il Movimento 5 Stelle vorrebbe aprirsi ad una forma di dialogo nei confronti di questa proposta”.
Contraria alla forma delle quote rosa Nunzia Petrosino. “Non sono favorevole – ha specificato – perché non premia il merito. Le donne devono esserci al di là di una legge. Piuttosto la presenza femminile va tutelata nel mondo del lavoro affinché la donna possa riuscire a conciliare tutti i suoi impegni di madre, di moglie e di donna in carriera”.
D’accordo con la Petrosino, l’on. Pasquale Viespoli: “In Italia bisogna affermare un principio che vale per tutti: il principio del merito. Se il dibattito si ferma alle percentuali è sbagliato perché quello che ci deve essere è la parità di genere, e poiché questo è un principio presente all’interno di questa proposta di legge elettorale credo sia giusto affermarlo nella tecnicalità, attraverso quegli emendamenti che lo rendano praticabile”.
Non sono mancate le stoccate dell’ex Sottosegretario al premier Renzi: “Il governo Renzi si manifesta in continuità con i governi passati che hanno dimenticato lo sviluppo del Mezzogiorno dalla propria agenda politica, anzi è in peggioramento perché aumenta il pregiudizio nei confronti del Sud e non cresce la consapevolezza che dovrebbe riguardare nord e sud che lo sviluppo di quest’ultimo è una questione di interesse nazionale. Una consapevolezza che manca sia a destra che a sinistra”. (Di Rosa Iandiorio)