QUINDICI- Un bene confiscato alla camorra che diventa “laboratorio” sulle dinamiche dei fenomeni naturali e sara’ al servizio della collettività in un territorio, quello del Comune di Quindici, interessato da gravi condizioni di pericolosità e rischio idrogeologico, in particolare per fenomeni franosi e alluvionali, visto che come e’ tristemente noto, il comune del Vallo di Lauro porta ancora le ferite della terribile frana del maggio 1998. E’ il frutto dell’intesa Interistituzionale sottoscritta tra il Comune di Quindici e l’Autorità di Bacino Distrettuale dellAppennino Meridionale, sottoscritta qualche giorno fa a Caserta. L’iniziativa arriva al termine di una lunga istruttoria e di un ampio confronto, tra il Segretario dell’Autorita di Bacino Vera Corbelli e la Commissione Straordinaria del Comune di Quindici – composta dal Viceprefetto
Vicario, Vincenzo Lubrano, dalla Viceprefetto Sabrina D’Angeli e dalla Dirigente del Ministero dell’Interno Alessandra Pascarella. Un altro bene confiscato alla camorra che viene assegnato dalla Commissione Straordinaria che da ottobre 2024 guida il Comune di Quindici. Con una particolarità, per la prima volta viene assegnato ad un Ente: l’Autorità di Bacino Distrettuale, che decide di acquisire per attività di salvaguardia e di promozione scientifica il bene confiscato alla criminalità organizzata.
IL PERCORSO
Un percorso che ha visto impegnati i due Enti in un lungo lavoro per destinare l’immobile confiscato nel territorio di Quindici. La Commissione Straordinaria guidata dal viceprefetto Vincenzo Lubrano (nella foto di copertina) aveva nel 2024 formalmente richiesto all’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale un supporto tecnico istituzionale per l’attuazione di un’azione congiunta finalizzata alla gestione e mitigazione del rischio idrogeologico, alla tutela dei beni esposti e alla promozione di usi sostenibili del territorio, anche con la stipula di un Accordo. Quello che il lavoro dei dirigenti il dott. Goffredo Umberto Covelli e il dott. Gennaro Capasso per l’autorità di Bacino ha portato a sottoscrivere I’intesa interistituzionale tra la Commissione Straordinaria e l’Autorità di Bacino Distrettuale.
DUE OBIETTIVI: DIFESA AMBIENTALE E RIUTILIZZO DI UN BENE CONFISCATO
Un accordo che ha una doppia valenza. La prima è quella “volta ad accrescere una maggiore consapevolezza per la mitigazione e gestione del rischio idrogeologico e per la sostenibilità della risorsa idrica”, il secondo legato al “rafforzamento della cultura della legalità, con particolare attenzione ai territori esposti fenomeni e degrado ambientale e sociale e condizionamenti criminali”. Si tratta di un accordo “coerente con le previsioni di piani e programmi già esistenti nel bacino idrografico riferimento/sub-bacino e per il territorio oggetto dell’Accordo e, qualora necessario, può contribuire adintegrare e riorientare la pianificazione locale e migliorare i contenuti degli strumenti di pianificazione sovraordinata, in conformità con gli obiettivi delle normative ambientali vigenti”.
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it

