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Le forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia, Finanza) pare siano concentrate su tre possibili piste: racket, vendetta personale e controllo del territorio. Dal canto loro le istituzioni cercano la formula della sinergia necessaria per fronteggiare il problema. Questa mattina, presso Palazzo di Governo, il summit a porte chiuse a cui hanno preso parte il primo cittadino di Quindici, Liberato Santaniello, il Prefetto di Avellino, Paolo Orrei, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e le istituzioni interessate alla sicurezza. Un vertice, quello del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, giunto dopo altri colloqui (tra cui l’ultimo quello in Questura), nel quale si è ribadita la necessità di maggiori controlli sugli appalti. E che non pare sarà l’ultima tappa del percorso intrapreso dagli amministratori della zona per portare in primo piano l’emergenza. “Consegneremo a Roma la nostra istanza – dichiara Santaniello – affinchè si risolva il grave problema che ostacola l’agibilità democratica soprattutto di Quindici, un comune di 3000 abitanti”. E’ confidando nel lavoro investigativo portato avanti dalle forze dell’ordine del Vallo di Lauro e dell’intera provincia, oltre che nella stretta collaborazione già in fieri tra gli enti competenti, che la fascia tricolore di Quindici intende puntare al traguardo della “difesa della democrazia” del territorio e dei cittadini. Avvalendosi anche di strumenti di controllo come la verifica dei requisiti riguardanti l’assegnazione dei contributi attraverso la legge 219/1981. Fronte sul quale già ci sarebbe la collaborazione con la Guardia di Finanza di Baiano. “Chiediamo – conclude Santaniello – che ci si occupi ancora dei problemi di Quindici e che di fronte a situazioni straordinarie, come quelle che interessano il nostro comune, vengano messe in campo adeguate soluzioni. Quelle ordinarie non servono”.