QUINDICI- “Sulla Tari sono stati messi in giro, non mi è chiaro se per scarsa comprensione o malafede, numeri e percentuali che non corrispondono affatto a quanto e’ stato deliberato nell’ultimo consiglio comunale. Qualcuno da i numeri, quelli falsi però. E vi spiego anche perché”. Il primo cittadino di Quindici Alessandro Siniscalchi ha deciso di chiarire alla comunità come le voci su un presunto aumento della Tari del 40% siano destituite di ogni fondamento: “non si può tacere rispetto ad ignoranza o malafede e, pur potendo sempre ricordare che la mia amministrazione comunale si è insediata a giugno e sulla Tari come su altri capitoli, abbiamo ricevuto questa eredita’ dal passato, sento il dovere di spiegare come stanno le cose e quello che vogliamo fare per ridurre ulteriormente i costi “.
Partiamo dalla cosa che tutti vogliono capire: c’e’ stato un aumento della Tari o no? Perché si parla del 40%?
Come e’ noto, anzi a questo punto dovrebbe esserlo, la Tari ordinaria deve coprire integralmente il costo del servizio Rsu (spazzamento ,trasporto e smaltimento rifiuti urbani, che viene determinato dal gestore Irpiniambiente ed inserito nel Pef approvato da Ato e poi da Arera) . Nel 2026 questo costo e’ di circa 400 mila euro, (in linea con quello degli anni 2022 /2025 con oscillazione sul quadriennio 26/29 di 10/15 mila euro) che essere ripartito tra circa 800 nuclei familiari. Vuole sapere a quanto ammonta l’aumento e l’oscillazione di quest’anno? Da un costo di 403mila siamo passati a 406mila, con una oscillazione che, se non provvederemo ad intraprendere iniziative può arrivare a 415mila, da spalmare su 800 nuclei familiari. Questo sarebbe il quaranta per cento di aumento? La matematica non è un’ opinione, se non per chi spaccia numeri falsi e crea solo confusione. La media dei pagamenti dei per contribuente è quindi di 500 euro circa che si redistribuiscono poi in base ai metri quadrati ed agli occupanti. Mentre in altre realtà, grazie alla diversità del tessuto economico, la tassazione sulle attività economiche può ridurre il carico ai nuclei familiari , a Quindici le aziende sono molto poche e non si può eccedere nel tassarle”
Ma allora da dove esce questo quaranta per cento?
“La quota di costo più alta è il trasporto in discarica 220 mila euro, lo smaltimento 110 mila euro circa e lo spazzamento 40 mila , sono importi arrotondati. Mentre i costi del Comune ,sono una quota di costo del personale per ventimila euro e una quota di costo degli accertamenti circa 15 mila euro , e rispetto all’anno scorso sono più bassi di 50 mila euro che erano previsti nel Pef 2022/2025 per la eliminazione delle discariche .
La quota che e’ più aumentata rispetto al passato è lo smaltimento che è passato da 50/60 mila euro a 110/120 mila euro. Questa era la famosa percentuale del 40% che è stata riferita alla Tari, mentre era riferita ad uno dei costi aumentati. La ragione di questo aumento dei costi è legata alla scarsa differenziazione dei rifiuti da parte della popolazione che è quello che la nuova amministrazione dovrà cercare di migliorare, oltre che ,ove possibile, ridurre le altre componenti. Ad oggi la percentuale di differenziazione è del 33 per cento mentre prima del 2023 era del 45 per cento. Il lavoro importante dovrà essere quello di migliorare la raccolta differenziata, avviando una campagna di sensibilizzazione. Sono costi che vengono determinati dal gestore e dai contratti, pure questi ereditati dal passato”.
In che senso, ci spieghi meglio questo passaggio: perché non sono modificabili adesso?
“Questi importi per il 2026 non possono in alcun modo essere cambiati perché approvati da Ato secondo i parametri di prezzo/costo di Arera..Gli importi indicati nel Pef da gestore e Comune ed approvati da Ato con determina devono essere approvati dal consiglio per determinare le tariffe a copertura totale del costo e trasmessi ad Arera come atto dovuto.
Inoltre già nel 2023 quando ci fu il passaggio alla tari ordinaria gli uffici avevano già dato informazioni che ci sono due componenti da tenere in considerazione unatariffa fissa (mq ) e una variabile (occupanti ) in luogo di quella che teneva conto solo dei mq (cd Tari semplificata ) utilizzata per effetto di una proroga di legge operante fino al bilancio del 2022. Bisogna anche ricordare che il gestore pretende 900 ml per contratti fatti e firmati che tenevano conto della popolazione al censimento 2001 e non di quella residente al 2011 e al quale era stato detto che il debito sarebbe andato nel dissesto finanziario ,quando così non era. Rispetto a questa circostanza, gli uffici comunali avrebbero anche suggerito di contestare i dati, cosa che non e’ mai avvenuta. Il perche’? Sono scelte che fanno parte del passato, su cui abbiamo scelto di non entrare perche’ dobbiamo guardare e pensare al futuro. C’è un’ultima cosa questo però è un dato politico”.
Sarebbe?
“Noi vogliamo ridurre la pressione fiscale per i cittadini, per un motivo molto semplice: in primis perché qui viviamo e operiamo e lavorano i nostri familiari e studiano i nostri figli e, non sembri un dato di poco rilievo, perché noi paghiamo le tasse a Quindici e quindi siamo i primi a dover lavorare e sperare in una riduzione. Per cui, alle chiacchiere davanti ai bar, ad una disinformazione dettata da scarsa comprensione dei numeri o malafede, rispondiamo ancora una volta con i numeri, quelli reali”.
Quindici, il sindaco Siniscalchi: sulla Tari qualcuno da’ i numeri, falsi però, ecco i dati
