Quindici – Battesimo per “I Resistenti con il Sud”

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Quindici – I rappresentanti de “I Resistenti, per il Sud” debuttano nel Vallo di Lauro dove ieri sera, a Quindici, si è tenuto il primo convegno-dibattito sulle ragioni della nascita del movimento.
Il sindaco Liberato Santaniello nel dare il benvenuto ai convenuti, ha tratteggiato le motivazioni alla base della nascita del movimento. “La politica in Irpinia è distante dai cittadini. Per certi versi, vive ripiegata sul proprio ombelico, lontana dai territori ed incurante dei problemi della gente. I sindaci nel loro peregrinare tra gli enti sovra comunali non trovano le risposte ai bisogni dei territori che amministrano: gli interlocutori istituzionali sono assenti. Il movimento è sorto per porre al centro l’uomo, la persona con le sue esigenze, le sue speranze e per aiutare le istituzioni a mettersi in sintonia con la gente che non ne può più”.
“Non siamo qui a fare passerella. Siamo venuti ad ascoltare – ha detto Pellegrino Del Regno, già sindaco di Montoro Inferiore ed ex consigliere alla Provincia – ed a raccogliere indicazioni, a sollecitarvi riflessioni”.
Gli interventi che si susseguono producono una tale spinta corale a partecipare al dibattito che determinano subito una connessione tra platea e relatori. A cascata sono fioccate domande su domande.
“Fuori ci sono persone – ha riferito D’Andrea – e, poiché i partiti appaiono come agglomerati senza anima, capaci e protesi solo ad auto generarsi, noi siamo più propensi a rapportarci con chi sta fuori dai palazzi, per annusarne gli umori, intercettarne le aspirazioni e meglio affiancarli nel loro duro cammino quotidiano che con burocrati istituzionali ammantati di finta “classe dirigente”. Non siamo né contro i partiti, né contro la politica. Anzi, per quello che ci è possibile, vogliamo dare una mano alla politica e, nella fattispecie, al centro sinistra, affinché possano riconciliarsi con tutto un mondo di arrabbiati, di delusi che si sono allontanati e che non vanno più a votare perché si sentono traditi ed abbandonati. A noi interessa ascoltare persone di carne, ossa e sangue, non gli apparati. Aspiriamo ad interpretarne le esigenze ed offrire così un nostro modesto contributo di proposte utili alla politica per riconnettersi con la gente”.

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