QUINDICI- La Procura di Avellino ha chiesto ed ottenuto il giudizio immediato nei confronti di un cinquantaseienne e della moglie cinquantaquattrenne, accusati di lesioni aggravate e minacce nei confronti della sorella dell’uomo e del marito. L’aggressione al culmine dell’ennesima lite all’interno dell’abitazione di famiglia dove da settimane i due nuclei familiari erano costretti ad una convivenza forzata. Il cinquantaseienne aveva colpito con un bastone alla testa il cognato, cagionandogli una prognosi di venti giorni e lo aveva anche minacciato “ti devo uccidere”. A porre fine a questa vicenda ci avevano pensato i Carabinieri della Stazione di Quindici, che avevano tratto in arresto il cinquantaseienne e allontanato dall’abitazione la moglie. Per l’uomo era arrivata la misura del divieto di dimora a Quindici e del divieto di avvicinamento alla parte offesa, provvedimento di allontanamento e di divieto di avvicinamento alla parte offesa anche per la moglie, entrambi sono difesi dagli avvocati Giuseppina Rainone e Angelo Bianco. La parte offesa è difesa dall’avvocato Walter Mancuso. La Procura di Avellino, il pm Fabio Massimo Del Mauro, ha chiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale di Avellino Pasquale Cerrone il processo con rito immediato. Gli indagati potranno optare anche per un’altra formula. Per loro il processo prenderà il via il prossimo 27 ottobre davanti al giudice monocratico Gennaro Lezzi. Questo però rischia di essere solo uno degli episodi denunciati che finisce davanti al Tribunale.
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