Quelli di sempre… Petrozziello: “Tireremo le somme alla fine”

0
172

Da “Il Biancoverde” n. 21 del 31 gennaio 2014

Un ‘onnipresente’ della Curva Sud. Figurava anche tra i dieci ‘pallini’ del “Partenio – Lombardi”, quando l’Avellino Calcio rinasceva dalle ceneri del fallimento grazie alla cordata Taccone. Il tifoso avellinese Franco Petrozziello è, da sempre, al fianco dei colori biancoverdi. Nel bene e nel male. Ha seguito le sorti della squadra del cuore serbando la speranza di poterla rivedere, un giorno, rifiorire e tornare nel calcio che conta. Un sogno – oggi possiamo affermarlo – divenuto realtà.

Franco, un girone di andata, quello dei lupi, più che soddisfacente. Probabilmente inaspettato, sei d’accordo?
“Certamente. La posizione in classifica dell’Avellino va sicuramente al di là di ogni rosea aspettativa. Noi tifosi avevamo perso il conto delle retrocessioni dei lupi dalla B alla C, così, all’inizio della stagione, l’unica cosa che speravamo, era finalmente di salvarci e, al contempo, dimostrare che la vittoria del campionato dello scorso anno non è stata casuale. Siamo stati, è il caso di dire, più che ripagati. C’è un gruppo forte e compatto che ha diversi giocatori qualitativamente di serie superiore”.

C’è un giocatore che ti ha deluso finora?
“Confidavo molto in Togni a dire il vero. Un giocatore che ha un po’ deluso le aspettative. E non credo solo le mie. Tuttavia voglio augurarmi una sua ripresa perchè sicuramente non è un ‘bidone’ come molti sostengono. Ha avuto delle difficoltà ad inserirsi negli schemi, in aggiunta ad una condizione fisica spesso precaria”.

Ed il calciatore che ti ha maggiormente stupito?
“Beh, mi metti in difficoltà. Complicato sceglierne uno. Ce ne sono molti. Però tengo a sottolineare che diversi giocatori non hanno avuto problemi ad inserirsi nella nuova categoria, anzi, molti del gruppo vincente della Prima Divisione, sembrano più convinti, più consapevoli dei propri mezzi e più a loro agio in cadetteria. Fabbro e D’Angelo su tutti”.

Rastelli è l’uomo giusto? Qual è la sua arma vincente secondo te?
“Quando Rastelli fu presentato come nuovo allenatore dell’Avellino promise il ritorno della Legge del Partenio e un impegno massimo da parte della sua squadra con la famosa frase ‘il pallone deve scoppiare tra i piedi’. Beh, credo che al di là dei risultati finora conquistati, queste due promesse siano state ampiamente mantenute. Del mister ammiro la serietà e la professionalità, doti che gli avevo riconosciuto anche quando era giocatore. Inoltre c’è da dire che è supportato da uno staff di altissimo livello. Ho visto diversi allenamenti ed ho notato una preparazione maniacale delle partite e soprattutto una conoscenza eccezionale degli avversari che, di volta in volta, andiamo ad affrontare”.

Sei soddisfatto il mercato di gennaio?
“La società ha fatto quello che doveva fare. Il mercato di gennaio serve per rifinire le imprecisioni estive. Noi, a mio avviso, non dovevamo correggere assolutamente nulla. Probabilmente sono i nostri avversari a dover ‘mettere delle pezze’ alle lacune viste in questo girone di andata. A gennaio, raramente, ho visto squadre stravolte in positivo e comunque chi cambia parecchio deve poi trovare nuovi equilibri tecnico-tattici rispetto alle squadre già rodate e compatte come la nostra. Gli arrivi di Ladriere, Decarli e Ciano, oltre ai recuperi a vario titolo di Abero, Togni e Angiulli, daranno al mister tante altre soluzioni”.

Dove arriverà questo Avellino?
“Non bisogna porsi per forza un obiettivo preciso. Dobbiamo vivere alla giornata e giocare ogni partita come se fosse una finale play off. I conti li tireremo alla fine. La cosa più importante è confermare la determinazione, la compattezza, l’umiltà e la fame viste finora. In questo modo i risultati saranno una logica conseguenza del lavoro settimanale”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here