VALLO LAURO- Bloccato e accerchiato dal precedente proprietario del bene e da altri quattro soggetti prima che potesse partecipare all’asta per un terreno a Saviano che già si era aggiudicato provvisoriamente arriva la sentenza per sei imputati nella vicenda per cui la Procura di Nola aveva chiuso l’inchiesta, cinque già raggiunti da una misura cautelare, tra loro tre irpini. In particolare un settantunenne residente a Baiano e un trentaseienne di Quindici, entrambi agli arresti domiciliari e un quarantenne di Marzano di Nola, imputato a piede libero. A firmare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari il pm Gianluigi Apicella, il sostituto procuratore di Nola che ha coordinato gli accertamenti dei Carabinieri di Castello di Cisterna.
LA SENTENZA
Gli imputati hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato davanti al Gup del Tribunale di Nola Fortuna Basile, che qualche giorno fa ha emesso il verdetto nei loro confronti. Assolti per non aver commesso il fatto con comma II un quarantenne di Marzano di Nola, difeso dall’avvocato Vittorio Corcione del foro di Nola e un trentaseienne di Quindici finito agli arresti domiciliari, difeso dagli avvocati Isidoro Bizzarro e Pompeo Le Donne. Condannato a quattro anni di reclusione con l’esclusione della recidiva un setttantaduenne di Baiano, difeso dall’avvocato Gennaro Pecoraro del Foro di Napoli ed un altro quarantunenne residente a Nola e difeso dagli avvocati Gennaro Pecoraro e Silvio Sepe, condannata ad un anno e sei mesi con pena sospesa per calunnia nei confronti della parte civile una donna, difesa dall’avvocato Carmine Panarella. Quattro anni e otto mesi invece ad un cinquantaquattrenne. Le accuse a vario titolo nei loro confronti andavano dalla turbativa d’asta all’estorsione, per fatti accertati dopo la denuncia della vittima dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. Quattro dei sei imputati avrebbero accerchiato e colpito (in particolare il settantenne del Baianese con un pugno alla testa la vittima) impedendogli di partecipare all’asta che si svolgeva a Pomigliano presso lo studio del curatore fallimentare. La vittima era aggiudicatario provvisorio per la somma di trentaseimila euro del bene finito all’ asta e si era recato per definire l’ aggiudicazione, a causa della sua assenza poi assegnata alla moglie del proprietario del terreno, che per riacquistare il bene aveva bloccato insieme ad altri quattro soggetti il possibile acquirente. I fatti avvenuti a Pomigliano il 2 ottobre del 2023 e si incrociano con un’ indagini della Guardia di Finanza di Nola per bancarotta fraudolenta per distrazione, quella legata all’ utilizzo dei beni nonostante il fallimento. Dalla denuncia sporta dalla vittima, questo era stato accerchiato e minacciato proprio dal settantenne di Baiano, che gli avrebbe intimato: “Cumm ti sei permess di partecipare…E’ una cosa nostra..te ne a i ra qua se no t’ accir….stasera te venimm a piglia fin a casa tuia”. (Come ti sei permesso di partecipare, questa è una cosa nostra, devi andare via da qui se no ti ammazzo, stasera ti veniamo a prendere fino a casa ndr), colpendolo poi alla testa con un pugno. Tutto avvenuto nella Piazza Mercato di Pomigliano e ripreso dalle telecamere di videosorveglianza acquisite dai Carabinieri. L’asta era stata aggiudicata ma poi “congelata” per le indagini della Procura di Nola.
Pugno e minacce prima dell’ asta: arriva la sentenza nel processo con rito abbreviato
