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Puc, seduta fiume a poche ore dall’approvazione

Avellino –
Discussione fiume quella che ha visto per l’ennesima volta protagonista l’assise pubblica. Mattinata intensa. Idem pomeriggio e sera.
Il giorno del Puc. L’atteso, ed in qualche aspetto temuto, 23 gennaio arriva senza proroga. Nella seduta consiliare del 22 gennaio, infatti, molte sono state le osservazioni che non hanno trovato unanimità di vedute. In mattinata, oggetto della discussione, l’osservazione presentata da Ordine degli Ingegneri, Sdi e Alleanza Nazionale. Argomento della ‘disputa’ la rimodulazione dell’art. 15 delle norme di attuazione avente ad oggetto l’aumento di cubatura per l’adeguamento antisismico degli immobili. Una procedura che metterebbe l’imprenditore nella condizione di abbattere e ricostruire una qualsivoglia struttura con un bonus edificatorio pari al 20 per cento. “Una cifra – come ha spiegato il consigliere Giovanni D’Ercole – non appetibile. Nessun privato, infatti, darebbe la propria disponibilità per un intervento del genere e con una garanzia tanto bassa”. E la questione è stata poi sottoposta all’esame della Commissione Urbanistica. Durante la riunione è stato convenuto un aumento del bonus edificatorio pari al 40 per cento, cifra che permetterebbe, dunque, agli imprenditori di considerare gli interventi più appetibili. Il tutto tradotto in un documento sottoposto nel pomeriggio all’attenzione dell’intero Consiglio. Ma a far da padrona in aula consiliare ancora i ‘dissapori’ nella maggioranza di centrosinistra. Il documento sottoscritto dai capigruppo, approvato nella seduta della scorsa settimana, non ha garantito l’equilibrio che ci si aspettava. Pomo della discordia tra i gruppi della maggioranza ancora quattro questioni, fino ad oggi rinviate: il rinnovo urbano, il cambio di destinazione d’uso da terziario a residenziale, il settore turistico-ricettivo e quello turistico-alberghiero. Argomenti per cui la maggioranza ha chiesto la massima collaborazione da parte della coalizione opposta. Ma anche in questo caso l’opposizione ha fatto chiaramente sentire la propria voce: “La nostra collaborazione c’è e c’è sempre stata. Tuttavia in questo caso il nostro ruolo non è determinante. Il problema riguarda esclusivamente i gruppi di centrosinistra. Se non riescono a trovare un accordo tra loro, la nostra posizione risulta essere ben poco rilevante. Inoltre rinviare la discussione di argomenti che, ad oggi, ancora rappresentano un problema, non è stata una scelta propriamente opportuna. Come si suol dire, tutti i nodi vengono al pettine”. Sicuramente non più tranquilla la seduta pomeridiana. Molto tempo è stato infatti dedicato al bonus edificatorio dell’art. 15, per cui è stato raggiunto un compromesso. Il bonus, infatti, ‘conquista’ la soglia del 30 per cento. Un valore che suscita il forte disappunto del consigliere Antonio Gengaro di Libera Città: “Il mio timore – ha spiegato – è che in questo modo si rischia di incrementare eccessivamente l’edificabilità. Troppi sarebbero gli incentivi a favore degli imprenditori”. Una teoria avallata anche da Gennaro Romei dell’Udc e da Spica dello Sdi e che ha trovato grandi oppositori anche tra le fila della minoranza. Insomma la seduta continua, tra continui botta e risposte, borbottii di sorta procede marce tirate considerato che la amministrazione consiliare, dato l’argomento di preminenza, si è soffermata per più di cinque ore, su un solo argomento: il bonus edificatorio. Ancora in tarda serata, al vaglio 75 osservazioni, ultimo ‘ostacolo’ all’approvazione del Piano Urbanistico comunale e del tour de force di maggioranza e opposizione.

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