Avellino – “Il richiamo rivolto dall’ex Sindaco Di Nunno alle associazioni ambientaliste, a suo dire, poco attente alle sorti riservate alla città di Avellino dall’approvazione del PUC, ci lasciano a dir poco esterrefatti”. Così esordisce in una nota Pasquale Matarazzo,
presidente cittadino di Fare Verde. “Ricordiamo molto bene quale attenzione avesse avuto nei nostri confronti, l’allora assessore all’urbanistica e quale idea e quali interessi c’erano e ci sono nella città – continua Matarazzo – I cittadini di Avellino né allora, né ora capiscono nulla di questo piano.
La maggior parte di essi ha lottato per una prima casa, per un posto di lavoro, per dare una sistemazione e un istruzione adeguata ai propri figli, sperando in un comune, attento ai servizi e alle necessità delle fasce più deboli.
Sentiamo i politici adottare sempre più termini tecnici, i tecnici utilizzare quelli politici, perequazione, sperequazione, delocalizzazione, conurbazione e chi ne ha più ne metta e i giornalisti sempre più alla ricerca di nuovi termini per articoli che spiazzino la concorrenza e richiamino l’attenzione del lettore.
Prima che il PUC entrasse nelle fase politica, abbiamo discusso come cittadini con gli assessori Petracca e Rotondi, con quest’ultimo ci siamo recati sui luoghi, per mettere meglio in evidenza certe scelte e condividerne o meno la loro applicazione, mi riferisco naturalmente al centro storico, dove abbiamo centrato la nostra attenzione, credendo non solo nelle riqualificazione storica ma anche in quella ambientale, di un luogo percorso da secoli di storia e che necessariamente andava rivalutato, anche perché, inserito in un più ampio progetto di vivibilità ambientale che parte dal parco di via Santo Spirito, raggiunge piazza castello, la collina della terra e le sue appendici, non meno ricche di storia, Sant. Antonio Abate e via San Leonardo.
Abbiamo creduto nella lealtà di due tecnici prestati alla politica, che hanno accolto le nostre indicazioni e puntualmente inserite nel piano e a tale lealtà noi facciamo affidamento per i futuri comportamenti.
Ora che la fase politica è entrata nel vivo abbiamo visto come certe idee possono essere stravolte dagli interessi, è il caso di un osservazione, presentata da chi è molto vicino allo spirito santo, ma anche ai politici, se è vero che prima dell’osservazione, gli stessi sembra si siano recati presso un non meglio identificato eremo di provincia per averne la piena approvazione.
La nostra associazione non vuole fare politica e né attaccare chi la fa vuole solo difendere una città approfondendo le questioni e dando un idea di sviluppo economico e sociale del proprio territorio, auspicando che il PUC salvaguardi e valorizzi le risorse territoriali, ambientali e culturali dei centri storici e ridia ad Avellino la sua funzione di capoluogo, privilegiato dall’offerta di servizi avanzati, a beneficio della sua meravigliosa provincia e della collettività”.