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Pubblicazione foto osè, Cassazione boccia ricorso della Ferilli

Le foto osè di Sabrina Ferilli pubblicate sulla rivista Scandali 2000, anche se ritraggono l’attrice senza veli, non costituiscono reato di diffamazione. Ecco perché la quinta sezione penale della Cassazione ha bocciato il ricorso di Sabrina Ferilli che si era costituita parte civile contro l’assoluzione accordata dalla Corte d’Appello di Salerno, nel gennaio 2010, al direttore della rivista in questione. Nessuna diffamazione – Come ricostruisce la sentenza 42130, gli scatti incriminati non avevano alcun carattere di oscenità, tanto meno pornografico o di erotismo tanto che la foto che ritrae la Ferilli a mezzo busto era stata riprodotta anche sulla copertina del settimanale Max. Nonostante ciò, l’attrice ha fatto ricorso in Cassazione sentendosi diffamata dagli scatti pubblicati sulla rivista. Piazza Cavour ha respinto il ricorso e ha evidenziato che legittimamente il giudice del grado precedente ha escluso il reato di diffamazione chiarendo che “il periodico sicuramente non aveva connotazione pornografica, non raffigurando attività sessuali di alcun genere, atteso che si limitava a pubblicare foto di belle donne più o meno svestite, accompagnate da testi contenenti pettegolezzi e cronaca mondana, il cosiddetto gossip”. Niente porno – Inoltre, a modo di vedere della Cassazione, “non può sostenersi che la denigrazione potesse derivare dalle altre foto cui le sue erano state accostate, a detta della Ferilli raffiguranti star del porno, visto che risultano fotografie di note donne di spettacolo, apprezzate non solo per la loro venustà, ma anche per le loro capacità professionali”. Da qui il rigetto del ricorso della Ferilli condannata anche al pagamento delle spese processuali.

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