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“Progetti che sono stati dispiegati in Ufita, complessivamente intesa, avendo a riferimento le grandi linee di sviluppo della Campania che il Ptr avrebbe dovuto tracciare tenendo, però, presente le strutture esistenti in Irpinia e quelle che si sarebbero dovuto realizzare – precisa Solimine – ed invece siamo costretti a registrare che il lavoro da noi svolto in questi anni non è stato assolutamente accompagnato dalla regione Campania, che, a fronte di una disponibilità preliminare, non ha saputo, o non ha voluto o non è stata comunque in grado di mantenere gli impegni astrattamente assunti. Ci sentiamo come quel pilota che lancia l’aereo sulla pista ed al momento del decollo gli viene negata l’autorizzazione: in altri termini siamo stanchi di rincorrere i nostri rappresentanti che in Irpinia condividono le nostre osservazioni e ci esortano ad andare avanti, poi vanno a Napoli e decidono in maniera difforme. Il fatto grave, che rileva anche ai fini politici – aggiunge il presidente Solimine – è che l’opposizione in Consiglio regionale si è appiattita sugli atteggiamenti della maggioranza: in Irpinia affermano di voler contrastare le scelte e le modalità di gestione del centrosinistra, ma nei fatti ne assecondano, in modo più o meno evidente, termini e questioni. Il Ptr non contiene assolutamente nulla delle linee di sviluppo previste – su questo siamo tutti d’accordo – ma il presidente del Consiglio regionale, onorevole Sandra Lonardo, ad Avellino ha sottolineato che il testo è stato approvato con il qualificato contributo dell’opposizione, che ha rinunciato, in virtù di una logica consociativa, a contrastare scelte sbagliate ed analogo atteggiamento abbiamo registrato sul Piano sanitario o in sede di approvazione della legge di riordino delle Comunità Montane. Credo che il tempo per gli inganni sia ormai scaduto, che alla falsità dei comportamenti debba subentrare il tempo della responsabilità e della chiarezza e che sia giunto il momento di far cessare questa fallimentare esperienza del Consiglio regionale – conclude Solimine – reo di non essere stato capace di rappresentare tutti i territori campani e di aver, al contrario, difeso soltanto una parte di esso, con grave pregiudizio per altre aree che non si sentono assolutamente marginali rispetto al disegno complessivo di crescita della regione”.