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“A questo punto – continua De Mita – non ci sono più alibi per nessuno, facendo salva la solitaria onestà intellettuale, ancorché la debolezza, di Fioroni che in direzione ha votato contro questa opzione, rimanendo, però, ad un livello di testimonianza. Con l’adesione al PSE si aderisce ad una cultura, ad un orientamento, ad un modo di intendere la politica. Non è un modo cattivo, ma è un modo altro. Perché, senza giri di parole, è chiaro come il cattolicesimo popolare non abbia nulla in comune con la socialdemocrazia europea”.
“Lo scenario, adesso, è più chiaro – così conclude l’onorevole De Mita – Con questa indicazione si ottiene il superamento delle ambiguità di questo ultimo ventennio: perimetrata l’area socialdemocratica e con Berlusconi che resta riferimento di spinte populiste, diventa necessaria la definizione di un soggetto che sia interlocutore dell’area popolare ancora fortemente presente nel nostro Paese. Siamo noi ad essere chiamati ad assumerci la responsabilità di questo percorso”.