Provincia tra voci e conferme. Soluzione sì, ma stentata

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Provincia, ennesimo confronto per dirimere i venti di crisi che continuano ad investire il palazzo guidato da Alberta De Simone. I partiti riflettono sul da farsi. In particolar modo si attende la posizione della Margherita che nella persona del capogruppo Giuseppe De Mita siederà al tavolo presidenziale convocato nella giornata di oggi. E che dal suo canto già aveva dichiarato, riferendosi all’ipotesi messa in campo dalla numero uno – dalle colonne del nostro quotidiano – ‘Non è una proposta fattibile. Chiediamo il giusto equilibrio e rappresentanza tra le forze. Il tutto nel rispetto del patto pre-elettorale del 2004’. Ieri sera, il blindatissimo conclave targato fiorellino dal quale sarebbe emersa l’intenzione di riconfermare dei quattro assessori, solo tre (in bilico ancora Giuseppe Di Milia). Intanto le indiscrezioni in merito ad un ‘niet’ di Erminio D’Addesa a cedere lo scranno della presidenza del Consiglio, appaiono concrete. Soprattutto se dovesse corrispondere al vero la voce che vedrebbe, nello specifico, un rimescolamento di deleghe. Poi c’è l’Udeur che non cede nemmeno di un millimetro. E’ disposto a sacrificare la vice presidenza guidata da Rossella Grasso (tutto a favore della forza numero uno in consiglio, il fiorellino, che starebbe vagliando l’ipotesi di accettazione o rigetto). Ma con la riconferma di Franco Lo Conte… i conti – per il Campanile di Pasquale Giuditta -tornerebbero e come. E ancora… I Verdi hanno avanzato le proprie proposte. Lo Sdi pure. La De Simone idem. La numero uno dell’Ente nel mirino della sua stessa maggioranza, non manca di sottolineare ancora una volta come la proposta da lei avanzata sia la più fattibile e concreta. E che rimane fiduciosa nonostante lo stop and go ‘servito’ dal quartier generale di via Tagliamento e non solo. “I partiti hanno bisogno di riflettere. La mia è una proposta seria e fattibile. Faccio appello al senso di responsabilità della Margherita e di tutte le altre forze. Non ci può essere una nuova proposta. Le ho tentate tutte e ho dovuto constatare che la mia è l’unica possibile”. Insomma la presidente sembra voler dire: rimettiamoci al lavoro senza andare alla ricerca dell’impossibile. Un appello accorato apripista chissà… di un cessate il fuoco. Con ogni probabilità, la tregua armata vedrà le firme in calce solo domani. Ma si sa, in politica, tutto potrebbe accadere…
(di Teresa Lombardo)

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