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Il primo atto del coordinatore Pd dopo l’investitura è stato proprio quello di “aiutare l’istituzione, ragionare e coglierne il senso buono”. Con lo scopo di arrivare alla fine della consiliatura e raccogliere la sfida riformista lanciata dal Pd. Un obiettivo messo in moto sommessamente, così come si richiede ad una “casa aperta, lontana da opere invasive ma con una linea chiara e netta volta ad indicare e consigliare”. Perché il rischio è alto: “Non possiamo consegnare la Provincia alla destra”.
Insomma, un appello all’unità e soprattutto ad un cammino sereno ed organico da consumarsi esclusivamente tra le fila del centrosinistra. Perché “… il Pd non è in svendita e lavora solo all’interno della coalizione. Chiunque voglia operare in tal modo è ben accetto senza incorrere in azioni volgari”.
Il modus operandi è semplice: rinsaldare legami e rapporti; rinnovare il patto di solidarietà con l’Irpinia e non utilizzare le istituzioni – di cui va rispettata la piena autonomia – per questioni intestine ai partiti. Per continuare, quindi, in un percorso condiviso e non incorrere in iniziative diverse e controproducenti per equilibri già sostanzialmente precari. “Non si può interrompere una consiliatura per esigenze di gestione di potere”.
E sembrerebbe frutto di coerenza la posizione del dimissionario assessore Lo Conte: “In questo caso la presidente ha piena autonomia. In fondo il Pd deve continuare così come è nato, con una porta aperta e senza distinzioni tra persone di serie A e B”.
E intanto si attende. Si susseguono gli incontri, qualcuno giura che il telefono è bollente nelle segreterie dei partiti, della stessa presidente e non mancano i “richiami” all’unità o allo “strappo” per azzerare la situazione politica per arrivare a nuovi equilibri e chi “per tenere in piedi l’aggregazione”. Restano pertanto in giunta, Eugenio Salvatore, Francesco Barra e Franco Lo Conte. E’ comunque diffusa la sensazione che la deflagrazione in un senso o nell’altro, debba ancora esplodere. Tra tentativi di sfiducia, ripresa del dialogo, mediazioni e promesse per il futuro, il week end si preannuncia ancora all’insegna del grande caldo… con probabili perturbazioni sui palazzi che contano. L’opinione diffusa è che siamo solo all’inizio dello scontro tra Pd e Unione di Centro in Irpinia. (di Manuela Di Pietro)