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Provincia – Sventata la sfiducia, Vittoria rilancia l’unità ma…

Avellino – 4 luglio: negli Usa la festa dell’indipendenza. A Palazzo Caracciolo è mancato poco… Sarebbe bastata, secondo indiscrezioni, un’unica firma – in aggiunta a quelle di una parte degli esponenti del Pdl (assente Di Cecilia impegnato negli Usa) e degli altri 8 Popolari dell’Unione di Centro – a sfiduciare Alberta De Simone e condurre la Provincia al commissariamento. Voci che non hanno trovato alcuna conferma ufficiale ma la certezza arriva… indirettamente dall’Udc provinciale che in un comunicato evidenzia come “la segreteria provinciale dell’Udc e il capogruppo Mario Canonico confermano di essere pronti ad attuare tutte le iniziative utili e necessarie per far cadere l’Amministrazione De Simone. In questo senso non sono stati mai interrotti i contatti con il Pdl e segnatamente con il senatore Sibilia. E’ una fase di fibrillazione quella attraversata dall’Ente di Palazzo Caracciolo e si comprende la “tessitura” lanciata questa mattina dal segretario provinciale del Pd Franco Vittoria. A soli quattro giorni dalla nomina congressuale, il neo coordinatore si è dovuto districare tra slanci di diplomazia dopo le scelte della presidente con la nomina del neo assessore Dora Garofalo che ha fatto storcere il muso ai tanti addetti della politica, ad iniziare dai “demitiani” con la dura posizione espressa ieri sera nel comunicato ufficiale. Una mattina iniziata all’insegna della mediazione da parte del Pd ed espressa da Vittoria che ha eluso ogni riferimento a “fibrillazioni politiche” rivendicando la posizione della De Simone come “un pezzo importante per costruire ancora, oggi come in futuro, il centrosinistra”.
Il primo atto del coordinatore Pd dopo l’investitura è stato proprio quello di “aiutare l’istituzione, ragionare e coglierne il senso buono”. Con lo scopo di arrivare alla fine della consiliatura e raccogliere la sfida riformista lanciata dal Pd. Un obiettivo messo in moto sommessamente, così come si richiede ad una “casa aperta, lontana da opere invasive ma con una linea chiara e netta volta ad indicare e consigliare”. Perché il rischio è alto: “Non possiamo consegnare la Provincia alla destra”.
Insomma, un appello all’unità e soprattutto ad un cammino sereno ed organico da consumarsi esclusivamente tra le fila del centrosinistra. Perché “… il Pd non è in svendita e lavora solo all’interno della coalizione. Chiunque voglia operare in tal modo è ben accetto senza incorrere in azioni volgari”.
Il modus operandi è semplice: rinsaldare legami e rapporti; rinnovare il patto di solidarietà con l’Irpinia e non utilizzare le istituzioni – di cui va rispettata la piena autonomia – per questioni intestine ai partiti. Per continuare, quindi, in un percorso condiviso e non incorrere in iniziative diverse e controproducenti per equilibri già sostanzialmente precari. “Non si può interrompere una consiliatura per esigenze di gestione di potere”.
E sembrerebbe frutto di coerenza la posizione del dimissionario assessore Lo Conte: “In questo caso la presidente ha piena autonomia. In fondo il Pd deve continuare così come è nato, con una porta aperta e senza distinzioni tra persone di serie A e B”.
E intanto si attende. Si susseguono gli incontri, qualcuno giura che il telefono è bollente nelle segreterie dei partiti, della stessa presidente e non mancano i “richiami” all’unità o allo “strappo” per azzerare la situazione politica per arrivare a nuovi equilibri e chi “per tenere in piedi l’aggregazione”. Restano pertanto in giunta, Eugenio Salvatore, Francesco Barra e Franco Lo Conte. E’ comunque diffusa la sensazione che la deflagrazione in un senso o nell’altro, debba ancora esplodere. Tra tentativi di sfiducia, ripresa del dialogo, mediazioni e promesse per il futuro, il week end si preannuncia ancora all’insegna del grande caldo… con probabili perturbazioni sui palazzi che contano. L’opinione diffusa è che siamo solo all’inizio dello scontro tra Pd e Unione di Centro in Irpinia. (di Manuela Di Pietro)

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