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Provincia – Sei ore di dibattito sugli indirizzi programmatici

Avellino – A Palazzo Caracciolo una seduta consiliare serena ma con ampio dibattito durata circa sei ore , con le linee programmatiche al centro della discussione e con qualche precisazione d’obbligo. Linee programmatiche alla fine approvate con 18 voti della maggioranza e 12 voti contrari. Molti gli spunti offerti dai capigruppo intervenuti per accrescere il dibattito e sollevare, di fronte all’intera assemblea, l’importanza delle istanze di cui si fanno portavoce all’interno di un territorio frammentato. non solo a livello logistico ma anche per quanto riguarda le maggiori problematiche da affrontare. Dai rifiuti, alla frana di Montaguto, dalla crisi economica a quella occupazionale.
Il Presidente Cosimo Sibilia ha aperto i lavori prendendo atto dell’impegno da affrontare e con la ferma volontà di lasciare alle spalle la competizione elettorale e lavorare nell’interesse della comunità. Ma prima di entrare nel vivo degli indirizzi della nuova consiliatura ha auspicato un lavoro di proficua collaborazione con l’ex presidente Alberta De Simone, attualmente capogruppo del Pd all’opposizione.
“Pur consapevole della profonda diversità di posizioni – ha spiegato – auspico di poter individuare punti di convergenza nella futura attività amministrativa a cui intendo garantire la massima trasparenza”.
Un lavoro che Sibilia intende portare avanti attraverso un rapporto di collaborazione tra giunta, maggioranza e opposizione esaltando il ruolo dell’assemblea consiliare. “Il Consiglio Provinciale deve riappropriarsi della propria centralità, della propria funzione strategica di controllo, che è anche garanzia di trasparenza dell’attività amministrativa del maggiore ente del territorio. Insomma, gli eletti, i consiglieri devono essere protagonisti, anche perché in questo modo è possibile mantenere saldo il rapporto con il territorio, le comunità, creando una rete di solidarietà tra le diverse realtà della nostra Irpinia”.
Per realizzare quella che Sibilia ha definito “la nostra idea per l’Irpinia del futuro”, il lavoro sarà arduo ma “siamo fermamente determinati a realizzare quanto stabilito. Non un programma da libro dei sogni. Tutt’altro. Ognuno, per la propria parte, è chiamato a dare un contributo per far crescere l’Irpinia. Io ci credo”.

All’insegna della massima collaborazione anche la posizione di Alberta De Simone che tuttavia ha posto paletti ben definiti: “Vi aspettiamo alla prova – ha dichiarato – saremo collaborativi ma non faremo sconti di alcun tipo”. Neanche per quanto riguarda i rapporti in seno alla maggioranza che avrebbero evidenziato “crepe che non lasciano ben sperare, più di una contraddizione e una idea padronale dell’istituzione”.
L’intervento della De Simone, inoltre, non poteva che ripercorrere le tappe che hanno contraddistinto la sua consiliatura. A partire dalla quale molto è cambiato, basti pensare che dalla massima ‘popolarità’ dell’ente si è passati, attualmente, all’ipotesi di abolizione. Proposta rispetto alla quale ha chiesto una posizione chiara da parte dell’attuale presidente.
Non potevano mancare, poi, riferimenti ai rifiuti: “Verificherà personalmente quanta distanza c’è tra la provincializzazione e i binari reali su cui cammina. Di questo c’è una memoria nella sua maggioranza, anche da parte di coloro che si sono ‘trasferiti’. E non intendo utilizzare altri aggettivi”.
Anche il caso Asse ha rubato la sua parte di scena: “Lo abbiamo trovato preconfezionato. Se scompare, allora, chi lo sostituirà? Chi porterà avanti il lavoro?”. Ed ancora edilizia scolastica, banda larga e viabilità, meritocrazia ma soprattutto discontinuità. Un concetto secondo la De Simone applicato già attraverso la rimozione di alcuni dirigenti. “Ora, però, la invito ad andare avanti su questa strada con la stessa trasparenza che anch’io ho utilizzato. Ho assunto attraverso bandi fatti per soli titolo. Chi partecipa ai concorsi non deve vincere perché di destra o di sinistra ma perché bravo. E questo, da noi al sud, vuol dire creare una rivoluzione”.

Pur manifestando la volontà di approvare gli indirizzi illustrati da Sibilia, Giovanni Romano ha fornito le sue precisazioni, sollevando, inoltre, la necessità di chiarimenti soprattutto a livello politico. Tre gli interrogativi posti dal consigliere indipendente, convinto che attualmente si governi con i numeri e non con la politica. Facendo riferimento al pensiero espresso dall’on. Ciriaco De Mita (“L’accordo con il Pdl è un patto di governo nelle amministrazioni”), Romano ha posto la prima domanda: “Questa maggioranza si regge su un accordo programmatico, su un accordo di potere o su un accordo politico?”.
E poi: “Questo accordo lo si è fatto per governare o per costruire il risultato elettorale delle regionali?”.
Infine “… consentirà Sibilia la candidatura alle regionali di assessori in carica?”.

Si sono succeduti poi per Sinistra Democratica Moricola e Santoro che non hanno lesinato critiche al programma del presidente Sibilia con particolare riferimento allla visione “non reale della società irpina e alle carenze programmatiche sul lavoro e alle politiche sociali “. Successivamente, si sono succeduti gli interventi di Caputo, Fernando Romano e Tangredi per il Pd, Lo Conte per l’MpA, Carmine De Angelis per Alleanza di Centro, Pio Gagliardi per Merito è Libertà. Ed ancora, Antonio Volpe per Italia dei Valori che in rappresentanza della Valle del Cervaro ha chiesto un consiglio provinciale a Montaguto, Generoso Frusciante per l’Udeur, Stiscia e De Conciliis per il Pdl, Carmine Casarella per l’Udc. Ultimo intervento, quello del capogruppo Pdl Franco Di Cecilia che ha ribattuto con il solito e determinato fair play alle diversità di vedute della minoranza e rilanciando l’azione della giunta Sibilia impegnata nella nuova e avvincente politica della svolta a Palazzo Caracciolo. Infine Sibilia. Il presidente della Provincia ha risposto punto per punto ai vari rilievi emersi nel corso della serata, aprendo al dialogo seppur nel rispetto delle diversità ideologiche, confermando l’accordo politico uscito vincente dalle elezioni del 6 e 7 giugno e ringraziando tutti i consiglieri per il sereno e costruttivo dibattito, ha auspicato uno spirito nuovo da parte del consiglio teso al recupero e alle nuove accelerazioni richieste dai cittadini per confermare e rivitalizzare l’Ente Provincia al fine di intercettare concretamente i reali bisogni della popolazione irpina.

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